Sigur Ros: sperimentali con un pizzico di melodia

Quell’avvio da marcia funebre postromantica non inganni: al tema grave delle tastiere s’affianca un gradevole arpeggiare del pianoforte, un’istanza di digeribile cantabilità par profilarsi tra la cupa solennità della melodia e il tratteggio molto «tonale» del gioco armonico. È eccessivo definire i Sigur Ros come i Pooh dello sperimentalismo rock, ma certo il gruppo non disdegna, ora, le sirene della piacevolezza, pur senza deluderci del tutto: in bilico tra le consuete atmosfere nordiche, innevate, metafisiche e una più furbesca accettazione delle urgenze del mercato. Un passo avanti? Per me no, e tuttavia la musica del gruppo resta comunque «alta», nonostante i compromessi, e l’album doppio - per metà dal vivo - non manca di arditezze.

Sigur Ros Hvarf - Heim (Emi)