Silenzio dei ribelli sul sequestro dei due italiani

Mogadiscio. Continua il silenzio del principale gruppo armato somalo, denominato “Giovani mujahidin“, sul sequestro dei due volontari italiani, Iolanda Occhipinti e Giuliano Paganini, rapiti tre giorni fa da uomini armati nel villaggio di Awdhegle, 70 chilometri a sud di Mogadiscio. Il gruppo armato ha diffuso comunicati nei quali ha rivendicato alcune azioni di guerriglia compiute in Somalia: nessun cenno invece sui due ostaggi italiani. Nella giornata di giovedì sono stati diffusi due messaggi per rivendicare azioni compiute il 20 maggio. In particolare gli uomini considerati vicini ad Al Qaida si sono attribuiti la paternità di una mediazione che avrebbe consentito la fine di uno scontro tra clan rivali avvenuto nei giorni precedenti nella città portuale di Chisimaio, a sud di Mogadiscio. La seconda azione riguarda invece l’attacco con razzi Hawn contro una base di soldati etiopi presente nel sud della Somalia. Ieri, invece, è stato rivendicato un attentato contro un convoglio militare etiope attraverso l’esplosione di un ordigno piazzato sul ciglio della strada. Nessuna notizia sul sequestro degli italiani appare anche nei forum di Al Qaida in internet in lingua araba, nè su altri siti somali vicini alla guerriglia islamica.