Silenzio, il Grande Orecchio ti ascolta

«Il segreto di Inga» di Björn Larsson: indagine fra letteratura e criminalità

Come «normale»? Eppure Inga Andersson non trovava ragione di spaventarsi quando, nella sua casa pluricentenaria sul porto «sentiva il rombo dei marosi e l’acciottolio di migliaia di sassi che rotolavano. Attorno a lei l’acqua piovana scendeva a scrosci dai tetti e dalle grondaie. I rami del grande albero scricchiolavano sotto le raffiche. L’insegna del negozio di ceramiche oscillava avanti e indietro sulla catenella arrugginita, come sempre quando c’era vento forte da ovest. Insomma era una normale domenica sera di fine inverno a Gilleleje». Quello che al di qua delle Alpi e del Baltico (cioè, dalla prospettiva scandinava, in tutto il meridione europeo) suona come il risaputo principio di una notte buia e tempestosa - e di una mistery story annunciata -, sulle coste dell’isola di Sjaelland - e al principio del romanzo dello svedese Björn Larsson - ulula come la fine del più comune dei week-end.
Nel rispetto delle convenzioni del genere, Il segreto di Inga (Iperborea, pagg. 330, euro 15,50) non si deve qui svelare. Solo si può premettere che «ad ascoltarlo» si aguzza nientemeno che il Grande Orecchio di Echelon (il sistema di udito elettronico anglo-americano) e che da nascoste organizzazioni - «dianetici, nazisti e simili» - farebbe bene a tenersi in guardia la ricercatrice alle prese con la più subdola delle forme di criminalità. Di giorno la solitaria studiosa, non più giovanissima «ma ancora bella», segue le tracce di adepti di Scientology, templari del Sole, spioni che la origliano per via satellitare. La notte, tanto per tenere alta la guardia contro «l’inganno e la menzogna», sfida due vecchi amici a snyd, tipico gioco da taverna di antica tradizione danese: è una gara di bluff, giocata con dadi e bicchiere, cui la donna accorre a partecipare nel locale sul molo anche a costo di uscire sotto il temporale. Come la sera del tranquillo week-end di paura in cui cominciarono i suoi guai...
A cavare Inga dai pasticci interviene lo scrittore Björn Larsson, che l’ha inventata per intrappolarla nella più insidiosa delle trame. Nel regno dell’occulto ci entra prendendo Inga per mano: camuffato sì, ma fin troppo riconoscibile. Indossa i panni di un tal professor Ingesson che ha suppergiù i suoi cinquant’anni, come lui è docente di letteratura francese all’Università di Lund e come lui ha scritto Il porto dei sogni incrociati! Al fianco della protagonista, dovrà venire a capo di una ricerca su «Letteratura e criminalità»: tema di conferenza assegnato alla criminologa, nonché del romanzo intitolato al segreto di Inga. Sviluppi e variazioni sono paradossali fino al parossismo. Messe a confronto, infatti, la realtà (criminale) e la finzione (letteraria) si rivelano l’una la copia dell’altra: i crimini del bombarolo Unabomber ispirati alle pagine di Conrad. O l’altra la causa dell’una: le pagine sataniche di Salman Rushdie incriminate dai fondamentalisti dell’Islam. E, specchiandosi tra loro, tradiscono il tromp l'œil architettato da Larsson: che, raccontando Il segreto di Inga, entra dentro le pagine per custodirlo con lei.