Silicon Valley agli Erzelli

Il ponente genovese diventerà una seconda Silicon Valley, ovvero un polo tecnologico e di ricerca di livello internazionale su modello nord americano e inglese tipo Route 128 o Cambridge. Un triangolo high tech che si estenderà tra Cornigliano, la collina degli Erzelli e Morego, sulle alture della Valpolcevera. L'affresco è stato delineato mercoledì sera al teatro Modena di Sampierdarena in un incontro, organizzato dall'associazione Maestrale, dedicato all'Iit (Istituto italiano di tecnologia). Presenti oltre al direttore scientifico dell'istituto di ricerca, Roberto Cingolani, il presidente della regione Liguria, Claudio Burlando, i presidi delle facoltà di medicina e ingegneria, Giacomo Deferrari e Gianni Vernazza, la responsabile dell'istituto di ricerca di Milano Irccs, Adriana Albini, e il direttore marketing di Microsoft Italia, Carlo Iantorno.
Il trasferimento, deciso in questi giorni, della facoltà di ingegneria agli Erzelli e la nascita (lunedì) a Cornigliano di una scuola di siderurgia che impegna circa 20 ricercatori, sono, hanno spiegato i relatori, alcuni interventi che ruotano intorno alla realizzazione nella nostra città di uno dei più grandi centri di ricerca «single site» del mondo, l'Istituto italiano di tecnologia, appunto, presso l'ex palazzo della finanza di Morego. Oltre 30.000 metri quadrati di laboratori che nel giro di due anni impegneranno circa 400 ricercatori provenienti da tutto il mondo coordinati da un comitato tecnico scientifico che comprende due premi nobel (Paul Greengard, direttore del laboratorio di neuroscienze molecolari e cellulari dell'università Rockfeller di New York, e Robert Horvitz, professore del dipartimento di biologia del Mit) oltre a Paul Alivisatos dell'università di Berkeley, Yasuhiko Arakawa dell'università di Tokyo, Emilio Bizzi del Mit e il nostro Umberto Veronesi. Cingolani ha anche illustrato le principali direttrici lungo le quali verrà indirizzata la ricerca: neuroscienze, nanotecnologie e robotica. «Ricerche che si svilupperanno in una prospettiva ventennale ma con ricadute intermedie sotto forma di brevetti per una immediata applicazione industriale», ha aggiunto il direttore scientifico dell'istituto. Una realtà che favorirà nella zona la nascita di aziende specializzate nella robotica per mettere immediatamente a profitto i risultati della ricerca. Intanto sono stati depositati i primi due brevetti frutto del lavoro degli attuali 80 ricercatori e i dottorandi. Tutti giovani e giovanissimi, visto che l'età media è di 29 anni e mezzo.