Il siluro don Gallo affonda l’Unione

Ferruccio Repetti

E la chiamano Unione! Poi, però, basta che arrivi la notizia della candidatura alle primarie di don Andrea Gallo, o meglio l’ipotesi di candidatura di don Andrea Gallo annunciata nei giorni scorsi (e in attesa di ratifica, a Genova, o comunque in Liguria entro fine settimana), perché l’Unione diventi disUnione assoluta. Fino a culminare in una clamorosa spaccatura interna a Rifondazione comunista. In sintesi: se è vero che pro-Gallo entusiasta non c’è nessuno, nemmeno i Disobbedienti-no global-irriducibili di Luca Casarini, Francesco Caruso & C. che pure hanno fatto da sponsor, è altrettanto vero che a favore, pur con qualche distinguo, si dichiarano esponenti di punta dei Verdi, i dalemiani riformisti e un’abbondante porzione di rifondatori. Decisamente contraria, invece, la maggioranza di Udeur, Margherita, socialisti dello Sdi e Democratici di sinistra, i cui rappresentanti in qualche caso ci tengono a mostrarsi addirittura inorriditi per la discesa in campo del fondatore e animatore della Comunità di San Benedetto al porto.
Ma il colmo è che fra i più strenui avversari della candidatura del «prete da marciapiede» ci sono numerosi fedelissimi del partito di Fausto Bertinotti che avevano fatto fuoco e fiamme, in passato, per «imporre» la candidatura del loro leader nazionale, e ora si considerano letteralmente spiazzati «da un amico». «Da lui, proprio, non ce lo aspettavamo» confessano infatti a denti stretti quei comunisti che hanno sempre visto in don Gallo uno dei loro tedofori più accreditati, uno che, ben al di là della tonaca sacerdotale - indossata il meno possibile a favore del clergy appena ingentilito da una pashmina rossa alla Manu Chau - si era sempre battuto per i valori espressi e interpretati dal partito bertinottiano. Anche a costo di mettersi di traverso alla Curia genovese e alla sua massima autorità, il cardinale Tarcisio Bertone, come è accaduto ancora di recente in occasione dei referendum sulla procreazione assistita (don Gallo incitava al voto, la Chiesa perorava l’astensione, è finita con un preannuncio di censura al sacerdote che però non ha avuto seguito).
È per questo che, a cominciare dall’autorevole rifondatore Giovanni Russo Spena, la partecipazione di don Andrea alle primarie del centrosinistra non va granché giù: «La candidatura (...)