Il siluro di Novi contro Carena

Vito de Ceglia

Qualcuno dice che è una decisione inevitabile per non alterare, oltremodo, gli equilibri interni a Palazzo San Giorgio. Qualcuno replica che sarebbe un suicidio politico, una pura esibizione muscolare che potrebbe, altresì, sfociare in uno scontro frontale senza precedenti. Sta di fatto che il tanto atteso Comitato portuale di domani, quello da molti definito una vera e propria «resa dei conti», rischia di passare in secondo piano per la richiesta, formale, di dimissioni che il presidente dell'Authority Giovanni Novi ha sollecitato al segretario generale Sandro Carena.
È questa la novità sorprendente che inizia a prendere corpo e che, se confermata nei prossimi giorni, potrebbe rappresentare un vero terremoto per il porto di Genova. Infatti, non è più un segreto per nessuno che esiste una frattura, ormai insanabile, tra il presidente e il segretario generale. Novi ha sempre preferito soprassedere, non ha mai fatto nomi, ha sempre tirato dritto per la sua strada: ma i «due» hanno una visione diametricalmente opposta sul futuro del porto. Più innovativa, il primo: strenuo sostenitore dell'Affresco di Renzo Piano. Più conservatrice, (...)
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