Silvia Avallone vince il Premio Fregene

Silvia Avallone per la Narrativa; il direttore del Tg2 Mario Orfeo per il giornalismo; Philippe Daverio per la divulgazione culturale; Umberto Pizzi, premio speciale per il fotogiornalismo; Andrea Carandini per la saggistica e Alessandra Fiori, premio speciale Narrativa per Fregene. Sono questi i vincitori della 32° edizione del Premio Fregene. Il riconoscimento verrà consegnato sabato prossimo, nel corso di una cerimonia, presso l’Arena Fellini, sul lungomare di Fregene.
Il Premio, che è stato fondato dal giornalista Gino Pallotta nel 1979 e che continua ad essere animato con intelligenza e caparbietà dalla figlia Marina, attribuisce annualmente un riconoscimento a personalità che hanno contribuito con il loro impegno letterario, artistico, scientifico e professionale alla crescita della società. Nel corso della cerimonia, Laura Delli Colli, membro della giuria insieme con altre personalità del mondo della cultura e dell’informazione come Luciano Onder (vicedirettore del Tg2), Giampiero Gamaleri (sociologo) e Maria Rita Parsi (psicopedagogista), ricorderà Ennio Flaiano, che riposa nel cimitero di Maccarese, di cui ricorre quest’anno il centenario della nascita, e il mezzo secolo dal film La Dolce Vita, attraverso una sequenza di fotografie firmate proprio da Umberto Pizzi.
Il Premio Fregene rischia - nel caso della Avallone - di fare da battistrada per il Premio Strega. La giovane scrittrice toscana è infatti entrata in cinquina con Acciaio (Rizzoli). La ribalta di Fregene lancia inoltre nel «salotto buono» della cultura letteraria romana anche Alessandra Fiori (romana, classe 1977) che ha appena pubblicato Le conseguenze del caso (Piemme).
Il premio, ideato da Pallotta, nasce nel 1979 con l’intendimento di segnalare ogni anno quelle personalità, italiane e straniere, che si sono distinte nell’impegno letterario, artistico, scientifico e professionale alla crescita della nostra società. Nel corso degli anni hanno ricevuto il premio personalità internazionali del calibro di Eugenji Evtuscenko, Arthur Schlesinger, Melina Mercouri e Tennessee Williams.
A distanza di tanti anni dalla sua nascita, il premio ha adottato una formula che lo rende diverso dalle altre manifestazioni, è una sorta di talk show, di contenitore culturale. I giurati intervistano i personaggi premiati i quali hanno la possibilità di dialogare, di compiere ragionamenti e riflessioni sui grandi temi nazionali e internazionali.