Silvia Garnero: ecco come difendere la città della Moda

Silvia Garnero, 25 anni, la più giovane assessore provinciale d’Italia, scende sulle barricate per difendere la Moda, fiore all’occhiello della Grande Milano. All’indomani delle polemiche sul dimagrimento della mitica settimana, si associa agli strali dei colleghi del Comune, lei che nella giunta Podestà è responsabile della rognosa delega all’Expo.
E il fashion, da queste parti, è una questione vitale per una città proiettata a 300 all’ora verso il 2015, non è vero?
«Eh già, Terzi e Finazzer hanno proprio ragione. Bisogna fare sistema per proteggere le nostre eccellenze, altrimenti ad andarci di mezzo non sarà solo Milano, ma il Paese intero»
Che vuol dire fare sistema?
«Vuol dire fare squadra come fanno, ad esempio, in Francia. Ridurre la settimana della Moda a sole tre giornate penalizza tutti. In primis i piccoli marchi, su cui calerà necessariamente l’attenzione dei media internazionali. Ma poi l’intero indotto turistico legato alle sfilate, vale a dire alberghi, ristoranti negozi. Finirà che il pubblico si guarderà le sfilate direttamente su youtube...»
Lei le segue le sfilate?
«Non nego che la moda mi abbia sempre affascinato ma non ne sono mai stata vittima e non mi considero neppure una spendacciona. Diciamo che preferisco un consumo... creativo».
Tornando al «sistema», qual è la sua ricetta?
«Beh, bisognerebbe anzitutto che i grossi brand si accordassero per spalmare le filate lungo l’intero arco della settimana, e le istituzioni potrebbero assumere un ruolo di mediatori. Gli enti, inoltre, dovrebbero organizzare eventi per rivalutare le nostre eccellenze e far conoscere al pubblico le realtà piccole, anche quelle più artigianali, che sono la linfa vitale di questo settore».
Si parla anche di un museo. Secondo lei la moda è cultura?
«Assolutamente sì. La gente associa la moda a un’immagine frivola, mentre invece l’abito ha sempre rispecchiato la storia delle nostra civiltà. Senza contare il ruolo che il fashion oggi può avere per veicolare messaggi sui valori più giusti, mi riferisco ad esempio alla campagna contro l’anoressia»
Tornando alle polemiche, qualcuno ha gridato al complotto contro Milano. Lei che idea si è fatta?
«In effetti la nostra città può fare paura perchè è una realtà molto forte che concentra idee e creatività, lo si vede sia durante la settimana della Moda sia durante il Salone del Mobile. Ma se siamo forti una ragione ci sarà e dobbiamo essere intelligenti e saperci difendere».