Silvio e Sarkò, è idillio L’asse Roma-Parigi nasce tra battute e gag Berlusconi e il capo di Stato francese sono sempre più amici Sketch del Cavaliere con la ministra Lagarde: donna domina

RomaCe n’è per tutti. Da Jacques Chirac a Romano Prodi passando per il ministro dell’Economia francese Christine Lagarde, che tra i sorrisi divertiti dei presenti si cimenta con Silvio Berlusconi in un siparietto sull’etimologia della parola domina (inteso sì come donna ma pure come dominatrice).
Insomma, il clima che accompagna il vertice italo-francese di Villa Madama non è solo cordiale, ma amichevole e confidenziale come non accadeva da tempo. Se ne ha qualche segnale durante la conferenza stampa, quando è tutto un susseguirsi di «caro Silvio» e «caro Nicolas» e smancerie varie. Ma è soprattutto il ripetersi di gag e battute lontano da giornalisti e fotografi - durante la plenaria prima e il pranzo poi - a dare la misura di un’intimità che mai era stata così stretta. Alla faccia dello stereotipo. E a dispetto delle tante scaramucce che Italia e Francia si portano dietro dai tempi di Asterix e Obelix. Da Napoleone alle dispute calcistiche, per non parlare delle tante donne contese: la Gioconda, ma pure la Bellucci e la Bruni.
Tra Berlusconi e Sarkozy, insomma, scoppia l’amore. Perché c’è qualcosa di più della dichiarata «visione comune» su politica ed economia dietro l’incontro di ieri. C’è, evidentemente, l’intenzione di costruire un asse permanente tra Francia e Italia per fare fronte unico in Europa. E la sensazione di un cambio di passo nei rapporti tra i due si ha già dalle prime battute della conferenza stampa, organizzata - proprio in onore dei francesi - in una grande tensostruttura che riproduce una serra del periodo del Re Sole. Dopo il «caldo e caloroso benvenuto» del Cavaliere al presidente francese, infatti, Sarkozy coglie l’occasione per complimentarsi con il premier per «il successo incredibile in Sardegna», dove una settimana fa il centrodestra ha conquistato la presidenza della regione. Eppoi, aggiunge sottolineando la sua «gioia» e la sua «ammirazione», «sulla stampa si dice che non sei un professionista della politica». «Meno male, altrimenti chissà cosa succederebbe...», chiosa Nicolas. Berlusconi gongola e incassa. E ricambia quando preferisce non rispondere a una domanda del corrispondente di Le Figaro che Sarkozy non sembra affatto gradire. Il giornalista francese, infatti, chiede all’inquilino dell’Eliseo se - vista la crisi di consensi - si sia fatto dare qualche buon consiglio dal «vecchio amico Berlusconi». Una domanda «fondamentale», ironizza seccato Sarkò. Che poi fa un assist al Cavaliere: «Toglierei l’aggettivo “vecchio” accanto al nome di Berlusconi...». Il quale si guarda bene dal rispondere e passa alla domanda successiva.
Scambi di cortesie, dunque. Che vanno avanti anche quando si entra nel merito delle scelte politiche. «Mai avremmo ottenuto un accordo tra georgiani e russi se Berlusconi non avesse fatto valere i suoi antichi legami di amicizia e fiducia con Vladimir Putin», assicura Sarkozy riconoscendo il ruolo di mediazione avuto dal premier italiano. E non contento il presidente francese loda la scelta di Berlusconi di invitare anche l’Egitto al G8 della Maddalena. «Un decisione storica», giura Sarkozy.
Un idillio. Andato avanti anche durante la plenaria e il pranzo a cui partecipano diversi ministri italiani e francesi. A porte chiuse e dunque non certo a beneficio di giornalisti e telecamere. Apre le danze Antoine Bernheim, presidente di Generali, presente al vertice insieme a una quarantina di industriali. «Sembra strano - dice - ma oggi sono proprio i governi di centrodestra di Italia e Francia a fare politiche di centrosinistra». Bernheim ricorda poi il precedente vertice italo-francese tenutosi a Nizza durante la presidenza Prodi. E via con l’aneddoto: «Quando lui e Sarkozy sono andati a pranzo, per strada tutti applaudivano e salutavano: Monsieur le président, monsieur le président. Credo che per Prodi sia stata la giornata più bella della sua presidenza perché pensava che la gente si rivolgesse a lui e non a Sarkozy...». La palla passa a Berlusconi. «Lo sapete - dice - sono un grandissimo amante della Francia». Altro aneddoto: «Ne sa qualcosa Chirac...». «Quando abbiamo fatto a gara a chi conosceva più parole delle canzoni francesi - racconta il Cavaliere citando Douce France - ho vinto decisamente io». Si chiude con lo scambio tra il premier e il ministro Lagarde. Berlusconi ricorda come la parola donna derivi dal latino domina. E - aggiunge - se la domina è pure ministro dell’Economia... I presenti se la ridono ma la Lagarde non si fa cogliere impreparata e tiene testa al Cavaliere. «Monsieur dominus», attacca lei prendendo la parola. Altre risate.
Tra Italia e Francia, insomma, nessun problema. Anzi uno. «Quando ci si mette a tavola - dice Sarkozy - sono già passate le 14.30... Ma è un problema che si può risolvere».