Silvio Orlando: «Sono pronto per Eduardo»

Pier Francesco Borgia

Sintetizzando, sono tre i motivi per i quali Armando Pugliese e Silvio Orlando hanno accettato la sfida di uno dei testi più rappresentativi del teatro del grande Eduardo. «Abbiamo scelto di lavorare su Questi fantasmi - spiega l’attore, che ha da poco terminato le riprese dell’ultimo film di Nanni Moretti intitolato Il Caimano - innanzitutto per una coincidenza anagrafica. De Filippo, infatti, aveva la mia età quando portò in scena proprio all’Eliseo questa commedia. Poi perché con quella commedia condividiamo la stessa estrazione borghese e poi perché si tratta di un capolavoro assoluto». E così a distanza di oltre undici lustri Questi fantasmi torna sul palcoscenico che l’ha vista nascere.
Per la «rodata» coppia Pugliese-Orlando si tratta del secondo anno di repliche. Questo allestimento assicura un perfetto equilibrio tra umorismo amaro e una vivace comicità, grazie anche alle incisive riflessioni sulla condizione umana e al continuo scambio di finzione e realtà. «Si tratta anche di un testo attuale - aggiunge l’attore napoletano - perché ancor più forte sentiamo messo in discussione dalla prepotenza delle cose e dal consumismo il rapporto tra ciò che siamo e ciò che vorremmo essere. Per Eduardo si trattava di una riflessione quasi scontata all’indomani della guerra che aveva sì devastato tutto ma aveva anche rimesso in gioco antichi valori e nuovi orizzonti. Oggi, invece, la nostra povertà è tutta interiore».
E pensare che un napoletano come Orlando c’è arrivato relativamente tardi al teatro eduardiano. «È soltanto dal ’97 che ho a che fare con la famiglia De Filippo - racconta l’attore -. Ho iniziato con Peppino per giungere gradualmente ad alcuni dei capolavori di Eduardo come i cinque atti unici di Eduardo al Kursaal, affrontati sempre con Pugliese la scorsa stagione, e Sik Sik l’artefice magico che riproporrò a febbraio in occasione del Carnevale veneziano». «Quando ho iniziato a calcare il palcoscenico - aggiunge Orlando - mi sono dedicato principalmente agli autori contemporanei e mi sono fatto coinvolgere nello spirito autenticamente avanguardista delle esperienze teatrali degli anni Settanta. Allora mi sembrava davvero lontano Eduardo. Sentivo che si era rotta una cerniera tra il teatro di tradizione (con la sua trasmissione di sapienza che avveniva soprattutto tramite le “famiglie” della scena e quelli della mia generazione di estrazione borghese che non avevano alle spalle una tradizione familiare. A distanza di anni la maturità acquisita sulla scena mi ha fatto avvicinare a poco a poco a quei capolavori, riconoscendoli come tali».
«Oggi - conclude l’attore - si avverte un rifiorire del linguaggio teatrale e anche il pubblico è sostanzialmente cresciuto. Insomma è il momento giusto per riprendere in mano un classico come De Filippo».
Silvio Orlando, intanto, continua a dividersi tra set cinematografici e palcoscenico. Dimostrando una assenza di pregiudizi nei confronti della mediazione cinematografica. «Certo, recitare davanti al pubblico - chiosa Orlando - è un’altra cosa. Il cinema, più che altro, è sogno. E prima o poi ci si sveglia. Meglio allora tenere gli occhi bene aperti e godersi l’esperienza della scena e l’applauso del pubblico».
Questi fantasmi, teatro Eliseo da domani all’8 gennaio. Info: 06.4882114