Silvio "viveur" rende felici anche le statue

Il premier ha fatto "aggiungere" mani e attributi al gruppo marmoreo del I secolo esposto a Palazzo Chigi. È l’ennesima dimostrazione della sua gioia di vivere: vuole che anche Marte e Venere si divertano a casa sua
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Silvio Berlusconi ha compiuto il miracolo: ha restituito il pene a Marte e le mani a Venere. Non ci posso credere, a me questo Cavaliere qui mi fa impazzire; mi sorprende, mi diverte, mi sconcerta. Non so cosa pensare di questo restauro e del suo restauratore, se non tutto il bene e tutto il male possibili. Calma, ricomponiamoci, ricominciamo daccapo. Pensate cosa ha fatto. Ha visto due statue antiche mutilate, che ritraevano l’Imperatore filosofo Marco Aurelio e sua moglie Faustina innestati sui corpi degli dei greci, la dea dell’Amore e il dio della Guerra. Si è dispiaciuto a vederli menomati e li ha restituiti alla salute, ripristinando il pene, comprensivo di genitali, a Marte-Marco Aurelio e le mani a Venere-Faustina. Per rispettare l’antichità sono restauri reversibili, nel senso che gli innesti si possono asportare senza corpo ferire, restituendo le due statue alla loro menomazione: insomma il pene è estraibile come lo stereo delle auto e il tom tom, e così le mani si possono eliminare come i rasoi e i tergicristalli.

Il gruppo marmoreo è stato affidato in prestito a Palazzo Chigi fino a fine legislatura. Dunque, se cade il governo cade anche il pene a Marte e le mani a Venere e anche loro come i deputati tornano a casa a mani vuote e senza un czz, diciamo in antico codice fiscale. Dunque nessuno stupro dell’arte, come invece scrivevano indignati alcuni osservatori, nessuna violenza storica; solo una licenza premio, una vacanza romana, umana troppo umana, per le due statue. Finché c’è lui al governo hanno le mani libere e possono fare quel che czz vogliono. Poi finirà la pacchia e torneranno mutilate nella loro triste antichità. C’è chi dice che c’è una ragione di quella duplice amputazione: Marte si era rotto il czz ad aspettare i romani sempre in ritardo sugli appuntamenti. E pure a Venere erano cascate le braccia. Ma è gossip.

Questo remake delle statue ha un alto valore psicologico, spiega la personalità di Berlusconi più di ogni altra sofisticata analisi politica. Spiega i suoi difetti e le sue virtù, le sue fissazioni e la sua generosità. Per cominciare, Marte e Venere non sono casuali. Berlusconi è il fondatore del partito dell’amore ed è anche il primo, fervido aderente, come è noto. Ma allo stesso tempo nessuno come lui è in guerra permanente, suscita odii e conflitti in ogni campo, compresi quelli d’interesse; ed è un guerriero elettorale come pochi. Insomma Marte e Venere sono i suoi numi tutelari. Sorride a denti spiegati, perché ama piacere e compiacere; ma spesso mostra pure i denti in segno di guerra. Di lui i posteri diranno che ebbe una forte identità.

Berlusconi nota le due statue mutilate e non sopporta vederle ridotte in quel modo. Vuole farle felici, vuole renderle umane, vuole dispensare miracolose ricrescite anche a loro. Non riuscendo a restituire la vista ai ciechi e la vita ai morti, Berlusconi restituisce allora il sesso e le mani alle statue. Imprenditore di felicità, rigetta la mano atroce dei secoli che corrode e sfigura, si ribella al tempo grande scultore, di cui scriveva Marguerite Yourcenar. Anche loro, le statue, hanno diritto al lifting e alla chirurgia plastica, devono tornare giovani; se fosse per lui farebbe anche alla statua di Napoleone il riportino e l’alzatacchi. Un mito. Di questa sua propensione è giusto dire due cose opposte: l’una negativa, che riduce anche l’antico a un presente astorico e televisivo, un po’ fiction un po’ cosmesi, attribuendo alle statue pulsioni erotiche e desideri di manualità; l’altra positiva, che vuol incidere nella storia e arginare il tempo, cura l’estetica, protegge dall’oltraggio dei secoli; e restaurando innova, fa quel che fece Marcel Duchamp alla Gioconda; è lui il vero futurista, altro che quel pesce lesso nella Camera ardente. In fondo i restauri integrativi li facevano pure i cardinali del passato barocco, e persino qualche Papa. Penso con un orrore misto a ebbrezza al ripristino di braccia, piedi, nasi e teste a miriadi di statue antiche. Un centro di riabilitazione spaventoso, accorrono da tutti i secoli... Sarebbe un modo, come dire?, popperiano, di renderle autentiche falsificandole. Fosse per lui, a Pompei riaprirebbero i lupanari e i massaggi.

Ma è da sottolineare anche l’ideologia del restauro berlusconiano. Facciamo due paragoni per capirci. Il fascismo non osò toccare il passato romano, si limitò a restituirne gli spazi sacri (pensate ai fori imperiali); però osò replicarlo, innalzando statue, palazzi e obelischi che fossero la traduzione novecentesca e ducesca dell’Imperium. Ma se è per questo, anche gli americani imitarono la romanità, e in modo più kitsch. La democrazia cristiana invece, più umilmente, cercò di vestire gli ignudi e coprire le vergogne, ricorderete le statue coperte nei loro organi virili dalla pietosa mano andreottiana; il pudore cristiano e sacrestano che occulta l’onore pagano e virile della romanità. Andreotti copriva anche le vergogne dell’antichità. Berlusconi non ha la visione eroica e storica del fascismo, è moderno e commerciale. E, rispetto alla Dc, è vitaiolo, è un po’ marziale e tanto venereo, così compie il percorso inverso: non copre le pudenda ma le ripristina. Non so se la sera Marte riceva dal generoso sponsor anche un marmoreo Viagra di sostegno per godere del piacere divino di un’erezione scultorea. Sai, ha Venere al suo fianco, e ora può dargli pure una mano... Ecce cialis pro mentula tua et bonum bungam bungam...

Se fossi freudiano vedrei in questo restauro anche un timore di castrazione in Berlusconi, il terrore dell’impotenza e delle mani tagliate o ammanettate. Comunque, quello è Berlusconi, il piacere di allargare la comitiva anche a Marte e Venere. Fini non si sarebbe neanche accorto delle due statue, Bossi vi avrebbe appeso le camicie verdi, Di Pietro le avrebbe usate da spaventapasseri nella sua campagna, Bersani le avrebbe esposte come manichini della Coop. Berlusconi no, ama la bellezza e non sopporta i trascurati. Signora Faustina, ora che ha le mani, mi consenta di donarle questo braccialetto, e lei Signor Marc’Aurelio, ora che ha gli attributi, le consiglio un posticino...