Simbolo dei bambini vittime della guerra

Vorrei rivolgermi al signor Roberto Nicolick e ringraziarlo di cuore per la sua testimonianza su Giuseppina Ghersi.
Non mi capacito e non riesco a capire come certe persone avendo vissuto lunghi anni di guerra, non provassero il desiderio nei giorni della Liberazione di allontanare dai loro cuori e dalle loro menti i momenti tragici di quel periodo.
Il loro odio cieco li ha spinti oltre, tanto oltre che per soddisfare la loro fame di vendetta hanno compiuto il più abominevole crimine che solo la mente umana più perversa può e poteva perpetrare.
Povera Giuseppina, strappata dagli affetti e abbandonata lungo i muri di un cimitero dopo essere stata violentata, picchiata selvaggiamente e per ultimo uccisa, solo per aver scritto un tema che manifestava una semplice e innocente simpatia per il duce.
Che atrocità! Un gesto ignobile e ripugnante.
Triste e ancora più drammatico a distanza di 63 anni leggere ancora certe dichiarazioni dove la signora Vanna Vaccani Artioli, presidente dell’Anpi di Savona dice che quella ragazza fosse una collaboratrice dei fascisti e che la sua fu una «semplice esecuzione». Fascisti e che la sua fu una «semplice esecuzione». Vergogna! Dio Santo, era solo una bambina.
È mai possibile che dopo tanti decenni, non si possa provare nessuna pietà?
Un ultimo mio pensiero è rivolto alla cittadinanza di Savona, ricordando a loro che il dolore per una perdita di un figlio va sempre rispettata, e che l’amore verso il prossimo è l’insegnamento più grande che il nostro Signore Gesù Cristo ci ha insegnato.
Chiedo e spero che questa bambina venga ricordata e che sia il simbolo di tutti quei bambini vittime della guerra. Grazie.