«Il simbolo dell’età dell’incertezza»

Dottoressa Vera Slepoj che consiglio darebbe ai suoi colleghi che hanno in cura i due ragazzini spagnoli?
«Suggerirei di avviare un percorso attraverso la gestione di spazi alternativi».
Cosa significa concretamente?
«I due bambini "drogati" di telefonino hanno sicuramente alle spalle situazioni familiari problematiche. È da qui che bisogna partire».
Un terreno minato.
«Quei bambini hanno bisogno di ritrovare un dialogo affettivo con i genitori. Ma questo può e deve passare attraverso la riscoperta di altri potenziali interessi».
Qualche esempio?
«Penso alla musica, al disegno, al teatro, al gioco, alla lettura... Tutto in funzione di un necessario riequilibrio delle certezze familiari».
Lei su questi temi ha appena scritto un libro, «L’età dell’incertezza» (Mondadori).
«C'è un momento nella vita di un figlio in cui sembra che sia diventato un alieno. Non è più un bimbo e non è ancora un adulto».
Quegli anni, che vanno più o meno dai 12 ai 14 e poi si prolungano nell'adolescenza, sono cruciali per decidere come sarà da adulto.
«E soprattutto se sarà o no una persona felice».