Simbolo del Pdl, il Tg3 fa crollare il castello dei sospetti

VIALE MAZZINI «Ingannato dallo sfondo simile. Grave l’accusa al servizio pubblico in un periodo elettorale»

Un’altra bufala griffata Italia dei livori. Che dura, peraltro, lo spazio di una smentita. La notizia sarebbe stata ghiotta. Passi per il Tg1, ma anche il Tg3, più noto come TeleKebul e perfino il suo direttore, l’integerrimo Antonio Di Bella in corsa per le prossime nomine Rai targate Pd, al soldo di Berlusconi. Tutti presi, giornalisti e direttori, a taroccare l’intervista del premier. L’ultima vedetta dipietrista a difesa della democrazia a rischio è Pancho Pardi, ex barricadero e oggi senatore e capogruppo dell’Idv i commissione Vigilanza Rai. «Il Tg1 delle 20 e il Tg3 delle 19 - attacca - hanno mandato in onda un servizio con immagini “taroccate” dell’intervista che la Cnn ha fatto al presidente Berlusconi. Compare infatti alla sinistra del premier il simbolo elettorale del Pdl, con la scritta “Berlusconi Presidente” che difficilmente si può credere sia stato inserito dal montaggio della rete televisiva americana». E, infatti, si difendono i direttori Andrea Giubilo e Antonio Di Bella, il logo non c’era. Ma non per questo le immagini erano «taroccate». «Il Tg1 e il Tg3 aggiungono - hanno mandato in onda un servizio confezionato con immagini del premier da una intervista alla Cnn e dichiarazioni da una intervista all’emittente sarda Videolina. In queste ultime compariva il simbolo di lista. Nei servizi era chiaramente indicata la fonte di immagini e sonori». E allora? «Può aver tratto in inganno - spiegano i due direttori - il fatto che la location delle interviste fosse simile. Fatto sta che i due telegiornali non hanno taroccato nulla ed è grave il solo sospetto che il servizio pubblico possa modificare delle immagini. Nelle stesse edizioni comparivano simboli o bandiere elettorali alle spalle di esponenti politici di altri partiti». Soddisfatto Pardi? Macché. «Rimane l’idea di un “pataccone”, non so se consapevole. Di una falsificazione». Ma non basta. «Le immagini mandate in onda dalla Rai senza alcun vaglio sarebbero opera di una emittente locale sarda, Videolina, di proprietà di casa Berlusconi». Povero Pardi. Falso anche questo. «Videolina Spa - precisa una nota - fa parte del Gruppo Unione Editoriale al quale appartengono anche l’Unione Sarda e Radiolina, la cui proprietà è del dottor Sergio Zuncheddu, unico azionista». Senatore Pardi, bastava poco. Nel fotogramma si vede il simbolo. Ma anche la sua ombra. Difficile pensare a una manipolazione nella post produzione. A pensar male quelli dell’Idv, raramente c’azzeccano.