Simcock, se il Jazz sembra una sinfonia

Un pianista di difficile collocazione. Fondamentalmente jazz, ma con felici invasioni di campo: quello classico, segnato da Ravel e Strawinsky anzitutto. Il ventisettenne inglese Gwilym Simcock, stasera a Villa Reale (ore 21.30), è stato prescelto per chiudere i Notturni in Villa, rassegna in bilico fra jazz e classica. Simcock è considerato un po’ il nuovo Jarrett, vicino a Chick Corea (che ne ha parlato in termini di «genio creativo») e John Taylor. Quanto al mondo della classica è attratto dal Novecento, che prende e rielabora con la sensibilità di un musicista del 2008 affascinato dal jazz.