Simest, 2004 da record Urso: «Bene Pechino, ora avanti con la Russia»

Simest archivia il 2004 con il risultato migliore di sempre: l’utile netto si è attestato a 8 milioni di euro (7,9 milioni nel 2004) e un margine operativo lordo di 15,8 milioni (più 3,9% sull’anno precedente). «Siamo un’agenzia a capitale pubblico-privato - afferma il presidente Ruggero Manciati - Allo Stato, che controlla il 76% del nostro capitale, ma che ha un ritorno netto che è due volte e mezzo l'inflazione, non costa nulla». Il Roe, infatti, lo scorso anno è risultato pari al 4,9% a fronte di un’inflazione del 2%. Nel 2004 Simest ha approvato 78 nuovi progetti di società all'estero, ha acquisito 45 nuove partecipazioni e ha partecipato a 17 aumenti di capitale. Anche per i cinque fondi rotativi di venture capital il 2004 è stato positivo: nel primo anno di pieno attività sono stati utilizzati 71,4 dei 228,6 milioni di euro complessivi, a fronte di investimenti totali pari a 572 milioni. All’assemblea dei soci c’era anche il direttore generale Massimo D’Aiuto.
«L’utile record della Simest, in un quadro sfavorevole per l'economia italiana ed europea, è sicuramente un risultato assai positivo e incoraggiante», ha detto il viceministro alle Attività produttive, con delega al Commercio estero, Adolfo Urso. L’utile record «significa che il management ha lavorato bene soprattutto per quanto riguarda il fondo d'investimento sulla Cina che è andato quasi esaurito con 35 progetti andati a buon fine», ha aggiunto Urso, sottolineando che «anche gli altri fondi di venture capital voluti dal ministero e che saranno rifinanziati stanno contribuendo all’internazionalizzazione delle nostre Pmi. Dobbiamo proseguire su questa strada e per quest’anno il Paese è la Russia dove già il nostro interscambio è assai positivo con le esportazioni cresciute del 28,4% nei primi cinque mesi. Tuttavia l’invito è di guardare anche al bacino Mediterraneo, dall’Algeria alla Tunisia fino alla Libia».

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