Simest al fianco delle aziende che si sviluppano

Nunzia Pagani

Nei primi due mesi del 2006 si è registrato un andamento positivo sia delle esportazioni che degli investimenti diretti all’estero delle imprese italiane in tutti i settori di attività. Alla luce di questo trend positivo abbiamo rivolto alcune domande all’ingegner Massimo D’Aiuto, amministratore delegato di Simest, la finanziaria pubblico-privata per le imprese italiane all’estero.
Simest, dal suo osservatorio privilegiato, come valuta questo trend positivo?
«In questi ultimi anni abbiamo in effetti riscontrato un interesse crescente delle imprese italiane verso l’attività di internazionalizzazione. Simest dal 1991 affianca le aziende italiane in questo processo, sia per quanto riguarda le esportazioni che per gli investimenti all’estero, con un forte sviluppo di tutte le attività proprio negli ultimi quattro anni. Rivolgiamo un’attenzione particolare alle piccole e medie imprese, che possono contare su tutta la nostra collaborazione ed esperienza maturata nel corso di questi anni: oltre 4mila imprese affiancate complessivamente, 430 società in 51 paesi esteri e 18 miliardi di euro tra partecipazioni e finanziamenti. In particolare Simest partecipa al capitale sociale delle imprese estere e svolge una serie di servizi di consulenza e assistenza per tutte le fasi relative alla progettazione e al montaggio di iniziative di investimento all’estero. Inoltre dal 2004 gestiamo fondi di venture capital. Si tratta di equity fund che si aggiungono all’intervento Simest per la partecipazione al capitale sociale degli investimenti esteri delle imprese italiane che intendono insediarsi in aree strategiche. Gestiamo, inoltre, altri importanti strumenti per l’internazionalizzazione, quali l’export credit, lo sviluppo commerciale e gli studi di fattibilità. Infine, e non meno importante, svolgiamo un’attività di business scouting, ovvero di ricerca, per le aziende italiane, delle migliori opportunità di investimento all’estero».
In quali aree si concentra l’attenzione di Simest?
«In questi anni abbiamo accompagnato numerose imprese italiane che hanno realizzato progetti in oltre 100 Paesi al di fuori dell’Unione Europea, ma guardiamo con molto interesse a Brasile, Russia, India e Cina. Per quanto riguarda il Brasile, nei mesi scorsi, abbiamo affiancato Mossi & Ghisolfi di Tortona, il secondo gruppo mondiale per la produzione di Pet per imballaggi, che realizzerà, a breve, il più grande impianto al mondo. Il progetto prevede un investimento da 250 milioni di dollari e permetterà all’azienda di diventare il primo produttore mondiale di Pet per capacità produttiva».
Per le aziende italiane che cosa rappresenta il Brasile?
«Il Brasile è un Paese dotato di enormi potenzialità e che, per cultura e tradizioni, ha dei solidi rapporti con l’Italia. Proprio un mese fa abbiamo preso parte all’importante missione imprenditoriale in Brasile, che ha visto la partecipazione di oltre 250 aziende italiane. In questa occasione abbiamo siglato tre importanti accordi con il Banco Nacional de Desenvolvimento, la Interamerican Investment Corporation e la Corporation Andina de Fomento, grazie ai quali le aziende italiane avranno a disposizione nuove linee di finanziamento più competitive per un valore di circa 100 milioni di dollari. Ma è di questi giorni la notizia che l’attività dei fondi di venture capital da noi gestiti sarà estesa anche all’America centrale e meridionale. Le aziende italiane, quindi, potranno contare, anche in queste aree, su un altro strumento importantissimo per rafforzare la loro presenza».
Spesso le aziende italiane accusano un gap quanto a internazionalizzazione. Cosa potrebbe fare Simest per aumentare l’apertura ai mercati internazionali?
«Le aziende italiane stanno decisamente recuperando terreno e colgono finalmente le opportunità che provengono da molti mercati esteri. Simest è fortemente impegnata a sostenere questo trend positivo. Lo facciamo già da tempo con strumenti di supporto sempre più evoluti, mettendo a disposizione delle imprese attività innovative per lo sviluppo commerciale e gli investimenti esteri. I fondi di venture capital, ad esempio, sono una novità assoluta, rappresentando l’unico caso di equity fund a rischio destinati a sostenere gli investimenti delle imprese all’estero. Simest ha dato anche il via a due master: uno per “Financial and business analyst” e l’altro per “L’internazionalizzazione e la comunicazione del sistema produttivo in area mediterranea”. Tutta la nostra attività si pone, quindi, come obiettivo quello di offrire alle imprese un supporto globale per contribuire allo sviluppo internazionale e al miglioramento della competitività del sistema produttivo italiano».