Simic la novità per tamponare la difesa

nostro inviato a Istanbul

A San Siro, nella sfida dell’andata, non fu così facile. L’apparenza del risultato (3-1) inganna. A pochi minuti dalla fine, con l’1-1 inchiodato, fu il mago Kakà a tirar fuori il Milan dall’impaccio. Partì palla al piede, saltò tre-quattro birilli turchi e infilò la palla nell’unico pertugio libero, tra palo e portiere. Forse stasera a Istanbul c’è bisogno di un’altra magia di Kakà, assente ingiustificato a Firenze, e perciò incoraggiato in viaggio dalla presenza del papà, per risolvere una qualificazione in bilico che si deciderà all’ultimo giro di valzer, contro lo Shalke 04. Secondo tradizione della casa, Ancelotti riparte dallo stesso Milan di Firenze: una sola variazione al tema, Simic, inserito a destra al posto di Cafu (infortunato) e di Stam (squalificato), confermato il resto dello schieramento. Persino Serginho a sinistra che pure non è un mostro di concentrazione.
La difesa è il tallone d’Achille dei berlusconiani in Europa come in campionato, nonostante quel po’ po’ di numeri di Maldini (stasera timbra la 150esima presenza nelle coppe). «Un liscio è un liscio, quello che non va bene è il primo gol, quando abbiamo perso di vista Toni» segnala Ancelotti che chiama all’appello anche Shevchenko. Quando c’è di mezzo una sfida che conta il Pallone d’Oro di solito ha l’abitudine di farsi trovare pronto. «Non possiamo sbagliare due volte» sostiene l’ucraino. E in questa città delle streghe forse c’è bisogno anche di un massaggio al cuore.