Simoncelli è quasi un Valentino nel giorno dello sprofondo Rosso

E meno male che Marco c’è. Anche se pasticcia, anche se va disteso negli ultimi minuti dopo aver guidato la lista dei tempi per due giorni, anche se litiga con Lorenzo. Secondo crono in griglia per Simoncelli, caduto in curva un attimo dopo che i vari big in servizio permanente avevano iniziato l’attacco al suo fortino eretto in due giorni velocissimamente vissuti. E forse ce l’avrebbe fatta, il Sic, questo il suo soprannome, a riprendersi la vetta se la troppa foga e l’anteriore della sua Honda patatina per esigenze di sponsor non l’avessero tradito. Fatto sta, secondo tempo dietro a Lorenzo ma davanti ai vari Pedrosa, Stoner e Spies. Ancora non pervenuto Valentino, nono a oltre un secondo dalla pole.
Dirà l’uno e dirà l’altro. Prima il Sic: «Mi scoccia parecchio. Però il passo e il ritmo di gara ci sono e per la corsa sono a posto. Mi rifarò... in fondo ho anche risolto i problemi di grip che avevo con le gomme usate». Di tutt’altro umore il suo mito, il suo amico, il suo punto di riferimento, Valentino. Dice: «Stiamo cercando di capire cosa non è andato, ma non penso che in gara potremo fare chissà cosa, a meno che non si riesca a trovare una soluzione in mattinata... dobbiamo capire perché non avevo aderenza». E ancora: «Venerdì ero più vicino, per cui speravo di fare ancora meglio... Invece no. Anzi, ho fatto più fatica del previsto. La verità è che non sono riuscito ad essere veloce. Vedremo che cosa accadrà in gara». Quindi, come a inizio aprile, a Jerez, un accenno di danza della pioggia: «Pensando alla posizione finale sarebbe meglio una gara bagnata, però è anche vero che, per comprendere meglio la moto, sarebbe preferibile l’asciutto... Alla fine non fa differenza».
Dunque, il Dottore scatterà dalla terza fila e vedremo oggi se riuscirà a curare i suoi mali (spalla ormai in via di guarigione come annunciato venerdì) e quelli della Ducati. Soprattutto, vedremo se il duello ormai tracimante con Stoner gli darà la carica in più per scrivere in pista il racconto di qualche impresa delle sue. Dopo aver buttato giù Casey - e chiesto scusa al diretto interessato - a Jerez, l’attrito fra i due è a livelli biaggeschi: nel senso che ricorda, se non addirittura supera, i botta e risposta verbali all’epoca della rivalità con Max Biaggi. Venerdì Stoner, vedendo che Rossi aveva ottenuto il proprio tempo nella sua scia, è infatti arrivato al punto di fare pat-pat sul codino della Honda. «Così gli ho detto - ha poi rivelato l’australiano - che mi stava dietro come un cagnolino e battendo sul codino l’ho chiamato come si fa con i cuccioli per farsi seguire».
Questo venerdì. Ieri, invece, neanche fossero gelosi, a battibeccare si sono messi Lorenzo e Simoncelli. «Ho letto che Jorge ha detto qualcosa sul mio stile di guida... si sbaglia. Dice che l’ho toccato lo scorso anno a Valencia... Non è vero... Oltretutto, lui è stato squalificato qualche anno fa...». E Lorenzo dopo averlo sentito: «Ho detto cose vere... Tu del resto hai toccato molti piloti, no? Molti, nel paddock, la pensano come me. Chiedi a Dovizioso o ad Aoyama, per esempio... Ma non conta... Se non succede niente, non c’è problema per me, ma se dovesse capitare qualcosa, allora ci saranno problemi», l’ha avvertito. «Okay, mi arresteranno...» la risposta di Simoncelli. Più che un Gp sarà una battaglia.