Simone Chiari: in un film la verità su mio padre

Il figlio del popolare attore gira per Sky un documentario con Mina e Celentano

da Roma

Per farla finita con le fesserie (soprattutto quelle in Rete), dall’esistenza in vita di suo padre, morto a Milano nel 1991, agli errori cronologici e fattuali targati Rai, Simone Chiari, figlio del popolarissimo attore e autore Walter e della showgirl Alida Chelli, interpreterà un film di cinquantadue minuti per Sky Cinema Classics, del quale firma le musiche originali. Nel titolo, Meglio esser Chiari, c’è urgenza di verità, dopo le polemiche estive sui giornali, a proposito dell’ormai nota «tesi Sanguineti»: l’aitante artista veronese per nascita, ma di famiglia pugliese e milanese d’adozione, all’inizio degli anni Settanta accusato di consumo e spaccio di cocaina, con scandalo proporzionale alla di lui fama, sarebbe stato usato dal sistema per distrarre l’opinione pubblica dalla strage di Piazza Fontana.
«Balle spaziali», ha scritto Giampiero Mughini, accusando l’autore tivù Tatti Sanguineti di fandonismo e considerandolo alla stregua (comunque notevole) delle soubrettes Aida Yespica e Lory Del Santo. «E invece, sebbene i panni sporchi si lavino in casa e io non debba assolvere nessuno, sono d’accordo con Sanguineti. Anche per i capi d’accusa ridicoli, che costarono a mio padre la privazione della libertà. Tre mesi di galera, che lo cambiarono. Al posto della strage, parlerei d’una manovrina fiscale: arrestiamo Walter Chiari, insieme a Luttazzi, e facciamo la nostra manovrina, così la gente, distratta, guarda a destra, anziché a sinistra. È successo con John Lennon e con il comico Lenny Bruce, gente disarmata, come mio padre. Altri tempi: ora i politici le cose peggiori le fanno e basta. Quanto a Beppe Grillo, il popolo è con lui, lo garantisce. A differenza di mio padre, un individualista, senza tessere di partito in tasca: ne vado fiero», commenta Chiari junior, classe 1970.
Atletico e dinoccolato come il padre; la bocca decisa e gli occhi intensi, dal taglio saraceno, come la madre (figlia del direttore d’orchestra e compositore Carlo Rustichelli), Simone, che scalzerebbe tranquillamente Scamarcio dal cuore delle ragazzine, ha iniziato il suo viaggio verso l’Annichiarico (vero cognome di Walter) doc. A bordo dell’auto di famiglia, un maggiolino «celeste come un frigorifero anni Cinquanta», vengono raggiunti amici e conoscenti dell’uomo di spettacolo, amante delle belle donne (famoso il turbolento flirt di Walter con Ava Gardner). «Vado a trovare gli amici di papà, per farmi raccontare il massimo di verità, con il minimo dei luoghi comuni. E partirò dalla Sardegna, dove abbiamo trascorso le nostre estati», spiega Simone nel docufilm, pronto a gennaio. Seguono, dall’archivio privato di famiglia, le immagini di padre e figlio abbracciati vicino alla piscina gonfiabile, mentre un racconto si snoda casa per casa. «Parlo in modo familiare di mio padre: dallo sport alle donne. Ognuno ha la sua da dire. Il problema è che la vita di mio padre è un’arteria, da cui partono tanti capillari. Difficile recuperare tutto, assemblandolo in modo filologico», afferma Simone, che ascoltando le musiche di Gershwin durante una recita alle elementari, capì quanto contassero le note, per lui, ora a capo di una band. Microaneddoti e spunti non mancheranno in Meglio esser Chiari, regia di Cecilia Formenti. A casa di Iva Zanicchi, per esempio, si mangia salame in cucina, mentre l’aquila di Ligonchio parla di Walter. «Mio padre sapeva scappare dalle donne in tre mosse e senza farsi detestare: dovrei scrivere un manuale. Con lui ho vissuto situazioni, da film di Blake Edwards. Lui, il re delle bugie, è morto prima che arrivasse il telefonino, altrimenti come avrebbe fatto a raccontare balle? Una volta chiese al suo maestro di tennis di accompagnarlo, un attimo, in Liguria. Rimasero fuori quattro mesi: al rientro, il maestro di tennis divorziò e si prese una moglie più bella». Chissà cosa tireranno fuori dalla valigia dei ricordi Tony Renis e Pippo Baudo, Giuliano Gemma e i fratelli Vanzina, i coniugi Vianello, Mina, Celentano.