Simone Pedroni, artista dalle mani d’oro

Fresco di diploma, Simone Pedroni vinceva il secondo premio al concorso Arthur Rubinstein di Tel-Aviv e il primo al Queen Sonja di Oslo. Tutto bene per un ragazzo poco più che adolescente, ma era il Texas a rivelarsi la terra promessa con quella medaglia d’oro al Van Cliburn che lo portava immediatamente alla ribalta. Seguiva il giro di concerti-premio negli Stati Uniti, concerti dunque denaro, esperienze e notorietà. Così, Simone Pedroni, di Novara, studi a Milano e poi a Imola (naturalmente all’Accademia di Franco Scala) brilla fra i più bei pianisti di casa nostra. E brilla in un’epoca in cui case discografiche, direttori artistici e di riflesso anche i media, tendono a concentrare attenzioni ed energie vuoi sui fenomeni venuti dall’estremo Oriente – alla vigilia delle Olimpiadi in Cina sta impazzando Lang Lang, per esempio - vuoi su artisti-personaggio scelti spesso in virtù di storie umane intriganti.
Simone Pedroni suona oggi (ore 20.30) domani (ore 20) e domenica (ore 16) all’Auditorium con l’Orchestra Verdi diretta da Leonard Slatkin. In programma, il Secondo Concerto di Johannes Brahms, pagina che chiude un appuntamento nel segno della Sinfonia Hob 67 di Haydn e delle Metamorfosi Sinfoniche di Paul Hindemith.
Sul podio, l’americano Slatkin, bacchetta ospite delle Big Five, quello splendore che sono le cinque orchestre americane di punta. Ha speso quindici anni con la Saint Louis Symphony e nove con la Cleveland Orchestra del Blossom Festival. Nel 1996 ha assunto la direzione della National Symphony Orchestra di Washington che sta per lasciare per raggiungere il complesso di Detroit.
La terna d’appuntamenti di questa settimana – cui s’aggiunge la serata di venerdì con Martha Argerich – accompagna la fase di rinascita (finanziaria) della Orchestra Verdi, almeno questo è ciò che ci si augura dopo l’approvazione di un emendamento a favore del finanziamento di 5 milioni di euro. Sigla questa risurrezione il concerto del 24 aprile in omaggio al terzo pontificato di Benedetto XVI, un omaggio caldeggiato dallo stesso presidente Giorgio Napoletano.