SIMONE UGOLINI

Simone Ugolini, 36 anni, ha scelto di lavorare nella botanica: «Seguo l’amore per la natura, l’amore per gli altri e il desiderio di esprimerlo». Si definisce Yes Gardener. Che apparentemente non ha senso, in realtà sono due parole che vogliono esrimere il suo essere. Gardener, va da sé, perché si occupa di verde: nel 1998 ha affittato un terreno vicino a Stresa, che ha reso un orto botanico, «Pervinca» (dal nome della protagonista del romanzo di Colette “Il grano in erba”, «una ragazza pura, fresca»), caratterizzato dall’intento di fare ricerca sulle varie specie. «Per fare sperimentazioni devi lavorare tantissimo, conoscere la storia e la tradizione». Nel 2000 ha avviato la sua attività come impresa, grazie anche ad un finanziamento ricevuto dalla provincia di Verbania. Nel 2003 è riuscito a comprare un vivaio, allargando ulteriormente quindi lo spazio a sua disposizione (6.000 mq in cui cerca e pianta solo specie antiche), e nel 2005 Pervinca ha aperto una sede anche a Milano, all’interno del loft dove Simone vive, e dove si organizzano serate di incontri con ospiti vari (www.pervinca.it). Oltre a ciò ha fondato l’associazione no profit «San Marco Lavora», che opera in appoggio alla chiesa di San Marco a Milano per contrastare fenomeni di disagio, discriminazione ed emarginazione. Gestisce anche la Cooperativa «Opera in Fiore», lavoro botanico per i carcerati di Opera (istituto di massima sicurezza dove i carcerati producono ortaggi e frutta in mille metri di terreno), e ha creato «Il Giardino segreto», un restauro partecipato (con le detenute, grazie a corsi e doti formative) del giardino del reparto femminile del carcere di San Vittore in concerto con il consorzio S.I.S. e con il sostegno dell'amministrazione penitenziaria. Non è esclusivamente il verde al centro delle sue attenzioni: «Sì, mi occupo di progettazione di spazi aperti, di ricerca botanica. La cosa che m’interessa è dedicarmi alla comunicazione con l’altro dell’idea, alla costruzione di un progetto, di volta in volta nuovo». Ora lavora sia con i privati (offre consulenza, controllo e verifica per la progettazione e la realizzazione di giardini), sia nei suoi spazi che nelle strutture no profit: «non timbro il cartellino e i clienti spesso diventano persone che frequento nella vita, il mio amore per ciò che faccio arriva. E tra persone sensibili ci si capisce». Energia positiva,ecco perché si chiama anche «Yes».