SIMONE VENIER

«ALTRO CHE CALCIATORI, A QUELLI BASTA UN GOL»
Simone Venier è il più giovane del gruppo e l’entusiasmo rema con lui. «È la mia prima olimpiade è la mia prima medaglia, abbiamo fatto una grandissima gara ma i polacchi erano un gradino sopra. Però abbiamo l’argento – dice illuminandosi -, è il risultato che dà senso a tutti i sacrifici fatti». Ma la domanda nell’aria è un’altra: voi, con l’allenamento che fate, con i fisici che avete, voi potreste eccellere in qualsiasi altro sport – gli chiedono tutti -, invece passate la vita a remare come sulle galere romane. Perché? «Non riuscite proprio a capirlo? È la voglia di dire al mondo che noi, con le nostre forze, con il sacrificio siamo arrivati fin qui. Nel calcio basta fare un gol per finire mille volte in televisione o sui giornali. I soldi, i premi? No, non lo faccio pensando al denaro o altro, m’impegno e mi sacrifico solo per poter dire “un giorno io alle Olimpiadi c’ero e ho conquistato la medaglia d’argento”».