Simoni: «Per ogni chilometro un albero regalato al Mali»

«Volevo smettere, ma l’idea di fare del bene mi ha dato nuovi stimoli. Entro giugno doneremo un milione di piante»

Piantala di lamentarti, e pedala! A forza di dirlo ci hanno preso gusto quelli della Saunier Duval, formazione italo-spagnola con anima svizzera, che per festeggiare i cento anni di uno dei colossi mondiali del riscaldamento e del condizionamento che fa capo al gruppo Vaillant, ha pensato bene di fare del bene: pedalando e piantando alberi. «Se c’è da pedalare, e bene farlo per fare del bene - dice Gilberto Simoni, capitano della Saunier Duval, la formazione diretta dal ticinese Mauro Gianetti -. Così, per ogni chilometro di corsa piantiamo un albero nel Mali, in uno dei posti più desertificati del mondo. Due alberi per ogni chilometro percorso in fuga. Se poi qualcuno di noi vince, la lunghezza della gara viene moltiplicata per cinque. Per essere più chiari: se vinciamo la Sanremo che è di quasi 300 chilometri, pianteremo 1.500 alberi. Chiaro?».
Chiarissimo. Come altrettanto chiaro è l’obiettivo: raggiungere un milione di alberi entro giugno del prossimo anno. Tutto è iniziato ai primi di gennaio in Mali, con una gara simbolica assieme ai ragazzi del posto. «Ma l’equazione un chilometro uguale un albero continuerà per tutta la stagione, in ogni angolo del mondo - spiega Mauro Gianetti, che questa iniziativa ha pensato -. Per lavoro siamo portati a girare in lungo e in largo il mondo. Questa volta abbiamo deciso di farlo guardandoci attorno. Non si tratta solo di piantare alberi, ma anche di farli adottare, curare e proteggere. Vogliamo che in questo lembo di terra del mondo, nasca una nuova barriera naturale per arrestare l’avanzata del deserto. Tutto questo grazie anche ai dirigenti di Planete Urgence».
E allora via di corsa, alla Tirreno, alla Sanremo, al Giro e al Tour: in tutte le corse alle quali parteciperanno Simoni e compagni. Ma non correranno solo loro, anche tutti gli appassionati che vorranno farlo. Come? Basterà un clic su internet, sito della Saunier Duval, e ognuno per la propria strada in sella alla propria bicicletta. «A questo progetto hanno aderito con entusiasmo anche personaggi famosi come Merckx, Indurain e Adorni» spiega Gianetti. «Volevo piantarla con il ciclismo, ero stanco e un po’ demotivato» dice Gibo Simoni, «poi Mauro mi ha proposto un altro anno, con nuovi obiettivi e questo bellissimo progetto. Sto anche combattendo una mia sfida personale: basta borracce nei boschi, basta gettarle al vento. Un conto è buttarle via quando a bordo strada ci sono tifosi e bambini che le raccolgono come reliquie, un altro è gettarle senza senso nei prati. E visto che noi corridori siamo costretti a mangiare in corsa e i massaggiatori avvolgono i panini nella stagnola, ho deciso di sensibilizzare il gruppo. Meglio la carta: è biodegradabile. Spero di essere ascoltato, altrimenti la pianterò con il ciclismo: nel frattempo, pianto alberi nel Mali».