Simoni paga per le false accuse a Basso

Pier Augusto Stagi

Incredibile ma vero, l’Uci ha trasmesso ieri alla Federazione ciclistica italiana i documenti relativi ai corridori coinvolti nell’Operacion Puerto, in particolare quelli riguardanti Ivan Basso. Evidentemente l’impegno dei vertici della federazione italiana ha portato buoni frutti. Ma non c’è da esultare: si tratta solo di un primo passo, per di più molto ritardato, verso la conclusione di un caso che si protrae ormai dallo scorso 30 giugno, quando il varesino fu fermato alla vigilia del Tour de France perché il suo nome compariva tra quello degli atleti coinvolti nelle indagini sul dottor Eufemiano Fuentes e il suo gruppo. Il varesino vincitore del Giro, da parte sua, prosegue nel silenzio stampa, ma fa capire che in cuor suo alberga la speranza di riuscire ad accorciare i tempi e di non dover attendere il 29 agosto, come è stato ventilato, per incontrare il Procuratore federale del Coni che deve decidere sulla sua posizione.
Mentre Basso attende, ieri è stato condannato il suo rivale, Gilberto Simoni, giudicato per le accuse mosse a Basso all’indomani del tappone del Giro d’Italia («mi ha chiesto dei soldi per farmi vincere» era stata la frase di Simoni, poi ritrattata davanti ai giudici). La Commissione giudicante della Federciclismo, presieduta dall’avvocato Vincenzo Ioffredi, ha condannato Simoni al pagamento di una multa di 3000 euro. In più, il trentino dovrà mettersi a disposizione, per cinque giornate, per attività federali destinate ai più giovani.
Il ciclismo a caccia di giustizia guarda con attenzione anche a Parigi dove sono iniziate, al laboratorio di Chatenay Malabry, le controanalisi riguardanti Floyd Landis. Lo statunitense, rifugiatosi nella sua casa californiana, era risultato positivo al testosterone in un controllo effettuato nella 17ª tappa del Tour de France. Rischia, in caso di positività confermata, di vedersi togliere la vittoria nel Tour e comminare una squalifica di due anni.
Passando dal ciclismo dei tribunali a quello delle strade, ieri Luca Paolini ha vinto il Gran premio di Camaiore che rappresenta in pratica l’inizio della lunga corsa verso i campionati del mondo in programma a Salisburgo il 24 settembre. Il comasco della Liquigas è riuscito finalmente a rompere il ghiaccio dopo una stagione difficile. E domani si replica nel Giro del Lazio.