Simoni ritratta: «Mai voluto offendere Basso»

Pier Augusto Stagi

Se vale la prova televisiva c’è da ridere: altro che equivoco. Le immagini - con tanto di sonoro - sono lì, sul tavolo della procura federale, dove ieri pomeriggio Gilberto Simoni si è presentato per rispondere delle accuse mosse all’indirizzo di Ivan Basso. E che accuse. Penultima tappa del Giro: tappa dell’Aprica. «Basso è un mezzo uomo, con lui ho chiuso». Il giorno dopo, ultima tappa: «Basso per me non esiste più, l’ho cancellato, è arrivato persino a chiedermi dei soldi in cambio della vittoria di tappa». E come se non bastasse, davanti ad un Basso sconcertato e incredulo che gli ripeteva di non dire delle bugie, lui sprezzante rispondeva in diretta tivù: «Vuoi che dica anche la cifra?».
Bene, sulle strade e davanti alle telecamere leone, davanti al dottor Armando Forgiane - presidente della Procura Federale -, agnellino: storie già viste. È durata un’ora e un quarto l’audizione del corridore. «Abbiamo chiarito che non si è trattato né di accordi, né di cifre, né di altro - ha detto l'avvocato di Simoni, Giuseppe Napoleone -. È stato un problema di interpretazione di un gesto, di un cenno in un momento difficile della corsa. Quando Gilberto, il giorno dopo, fece quelle dichiarazioni, fu frainteso e comunque si trattava soltanto della sua delusione per un certo atteggiamento da parte di Basso, per una mancata “cavalleria”».
«Sì, certo, è stato tutto un equivoco – ci dice Ivan Basso, che domani alle 14.30 sarà chiamato, anche lui, a rispondere dell’accaduto -. Io intanto però sono stato insultato, ho fatto la mia figura e adesso devo anche andare a Roma per rispondere di farneticazioni. Dovevo partire per uno stage in Francia. Mi attendono giorni di duro lavoro, per provare le tappe più impegnative e importanti del Tour de France, e invece sono qui a dover rispondere di un caso ridicolo».
Tutto un equivoco, quindi. E i mezzi uomini, i soldi, dove sono finite le accuse? «Non ho mai cercato di offendere Basso – dice candido il corridore trentino -. Non volevo danneggiarlo. Ho fatto dichiarazioni sbagliate ma non volevo fargli danno. Certe cose fanno parte della dinamica delle corse».
Rischia una multa o una squalifica, il trentino. «Nei miei programmi – chiosa Simoni - il Tour c'è ancora. Ma in questo momento è difficile per me pensare alle corse. Sto pensando a diventare nuovamente papà». Parole lievi, pensieri dolci: se quel 28 maggio ci avesse pensato un po’ più su...