«Simulò un incidente per uccidere il figlio» Indagato anche il marito

Non una disgrazia ma un omicidio, consumato da una mamma. E forse nascosto dal padre. Due insospettabili, famiglia più che benestante, entrambi commercialisti, baby sitter al seguito in vacanza. E proprio in spiaggia, nelle acque di Porto Ercole, uno dei luoghi più belli della Maremma, Federico Cassinis, 16 mesi appena, sarebbe stato ucciso. Questa l’accusa che ha portato nel carcere di Rebibbia Laura Pettenello, 45 anni, la madre del piccolo. E che ora
Secondo gli investigatori la donna, lo scorso 9 agosto, avrebbe annegato il piccino nel mare davanti alla spiaggia della Feniglia, nel comune di Orbetello (Grosseto) fingendo un incidente. Da subito la sua versione non convinse i carabinieri. «Eravamo sul pedalò, “Fede” è caduto in acqua per colpa di un’onda, l’ho recuperato subito. Sembrava stesse bene. Poi, appena arrivata in spiaggia, sembrava essersi addormentato. Solo dopo mi sono accorta che stava male». Le cose, però, sarebbero andate diversamente. Secondo la ricostruzione del pm di Grosseto Franco Verusio, il bambino sarebbe stato gettato in mare e tenuto sott’acqua dalla madre. Che perdipiù, -sempre stando alla ricostruzione degli inquirenti- aveva già tentato di ucciderlo cinque mesi prima. Provando ad annegarlo nella vasca di casa. Lo credeva morto quando arrivò al Policlinico Umberto I, ma i medici per un soffio riuscirono a salvarlo. Madre di altri due bambini di otto e dieci anni, che quel martedì di agosto si trovavano in casa con la tata, la donna noleggiò nello stabilimento «Mamma Licia» un pedalò portandosi dietro il piccolo. Agganciò la barchetta a una boa, là dove nessuno poteva vedere. Poi dopo circa mezz’ora rientrò a riva tenendo il figlio in braccio. Sempre secondo le indagini, distese Federico su un lettino, fece una doccia, si mise a prendere il sole, pagò il noleggio del pedalò, e verso le 10.20 si allarmò perché Federico non respirava. Non mostrò alcun segno di paura, semplicemente caricò il bimbo in macchina portandolo all’ospedale di Orbetello dove arrivarono alle 11.14. Ma Federico era già morto. Una tempistica anomala che ha insospettito i carabinieri fino a ritenerla non compatibile con l’ipotesi di un incidente fortuito. Ricorda oggi il gestore della spiaggia: «Non ci siamo accorti di niente, né noi né i vicini di ombrellone. Quella mattina la signora non ha detto niente, non ha chiesto aiuto. Eppure sono tantissime le mamme che vengono da noi con le più piccole richieste, anche solo per un cerottino».
L’autopsia confermò che Federico era annegato. Mentre si scopre adesso che la donna era in cura per problemi psichici, a quanto pare cominciati proprio dopo la nascita dell’ultimo figlio. «L’arresto di Laura Pettenello è stato accordato dal gip anche per proteggere gli altri suoi due figli e per evitare possibili e temuti episodi di autolesionismo», ha spiegato il procuratore capo di Grosseto Franco Verusio.Nei guai anche marito, e padre di Federico, Lorenzo Cassinis, 49 anni, commercialista con studio a Roma a Milano. Lui è indagato per favoreggiamento. Da valutare- spiegano gli investigatori- il suo ruolo rispetto al precedente tentativo di annegamento del figlio a marzo e rispetto all’atteggiamento tenuto nei confronti della moglie nei mesi successivi.