Simulavano furti d’auto per rivenderne i pezzi

Alessia Marani

Una maxi-truffa alle assicurazioni e alle compagnie di «rent a car» della capitale è stata scoperta dalla squadra giudiziaria della Polizia Stradale di Roma. Blitz all’alba di ieri mattina degli uomini del sostituto commissario Guido Martino in un deposito di materiali - soprattutto motori - rubati su via di Collatina all’altezza del Grande Raccordo Anulare.
All’interno decine di motori seminuovi e addirittura altri nuovi di zecca e auto di grossa cilindrata pronte per essere smontate. Almeno settanta pezzi solamente quelli recuperati ieri.
Ed è il terzo deposito del genere scovato in pochi giorni al termine di un’indagine avviata alla fine dello scorso anno. Gli altri due erano a Tor Cervara e alla Rustica. Sei le persone denunciate per ricettazione e per truffa.
Il modus operandi della gang era piuttosto semplice quanto ingegnoso. Periodicamente qualcuno si recava in un servizio di autonoleggio e affittava una vettura. Mercedes, Smart, Bmw e Saab, le preferite.
Quindi tempo due giorni e i veicoli venivano completamente smontati in officine-magazzini ad hoc. In pratica, c’era chi tagliava la carrozzeria per sottrarre il motore, chi per ricavarne altre parti meccaniche, ma anche pneumatici, cambi o semplicemente degli accessori.
Un gioco da ragazzi, considerato che colui che aveva stipulato il nolo, tornava in agenzia denunciando il furto della macchina.
Un «movimento» che ha finito per insospettire gli agenti della Stradale. «Si conta - spiegano gli inquirenti - che il giro d’affari di questa “anonima meccanica” raggiunga le centinaia di migliaia di euro l’anno».