Simulazione anti-terrorismo al liceo Carducci La preside: combatte la paura

«Allarme bomba, gli studenti non sapevano che era una finzione, hanno reagito bene»

Dopo la campanella di inizio lezioni, ieri mattina al liceo classico Carducci è suonato l'allarme. Cinque squilli di campanella: ordine di evacuare la scuola. Una telefonata anonima avvisa che c'è un pacco bomba. In realtà si è trattato di una simulazione. Ma lo staff del liceo è riuscito, nei limiti del possibile, a mantenere il segreto per giocare sull'effetto sorpresa dei ragazzi.
In dieci minuti gli oltre settecento allievi del «Carducci» si sono riversati sulle scale per file ordinate e sono stati accompagnati nei due cortili di raccolta. Con l'aiuto del personale Ata, ogni professore ha fatto l'appello per verificare che tutti i ragazzi della propria classe fossero al sicuro.
Per rendere l'esercitazione più realistica ed efficace, mentre tutti abbandonavano la scuola, un ragazzo ha simulato di cadere per le scale e un altro si è chiuso in bagno invece di seguire i compagni. Lo scopo? «Vedere le reazioni dei ragazzi. Capire se intervenivano ad aiutare il compagno e se si accorgevano che uno di loro mancava. Sono stati bravi» ha commentato la preside Mirella de Carolis. «È stato un modo per inculcare nei ragazzi i valori della cittadinanza anche in situazioni di emergenza», ha spiegato la preside. «Quello della sicurezza - ha aggiunto - non è solo un problema dell'individuo e del suo ambiente, ma coinvolge tutta la collettività. Con la nostra esercitazione, la prima in una scuola, abbiamo voluto mettere alla prova la nostra capacità di organizzare istintivamente la difesa». La preside non è stata sfiorata dal dubbio che l’esercitazione creasse panico fra gli studenti: «Per nulla, i nostri ragazzi si sono comportati in modo esemplare, prendendo la cosa sul serio: hanno capito l’importanza di sapersi difendere ed essere consapevoli dei pericoli. Solo così si superano le paure».
Quando la preside ha raccolto gli appelli di tutte le classi ha ricevuto la rassicurazione di un finto poliziotto che l'allarme era rientrato. E così sono tornati in classe anche i ragazzi. Dopo la simulazione ad aspettarli c'è una nuova allerta, questa volta vera: la consegna delle pagelle. La preside ha riferito di aver lavorato molto per questa esercitazione, venti minuti in tutto dal suono della prima campanella all’arrivo del poliziotto che annunciava la fine. «È una cosa a cui tenevo personalmente e che ho seguito dall’inizio. Ora studieremo tutto l’andamento dell’operazione per capire se qualcosa non ha funzionato».