Sinai, si ribalta un pullman: 9 morti due italiani feriti

L'autobus, con 40 turisti diretti da
Sharm el Sheikh, al Cairo, si è rovesciato per l'alta velocità all'alba a 40 km a Sud di Suez. I due italiani, Diana Argentieri, 27 anni e Pietro D'Ovidio, 34, di Cupello sono saltati fuori prima
che prendesse fuoco ed esplodesse

Il Cairo - Primo maggio di paura e di fortuna per due operai italiani in Egitto, rimasti leggermente feriti in un grave incidente stradale nel Sinai nel quale sono morti almeno nove turisti canadesi ed europei. L'autobus, sul quale viaggiavano una quarantina di persone dirette da Sharm el Sheikh, sul Mar Rosso, al Cairo, si è rovesciato apparentemente per l'alta velocità poco prima dell'alba a 40 chilometri a Sud di Suez. I due italiani, Diana Argentieri, 27 anni, di S. Salvo, e Pietro D'Ovidio, 34 anni, di Cupello, (ambedue le località in provincia di Chieti) sono riusciti a saltare fuori dal veicolo prima che prendesse fuoco ed esplodesse. L'Argentieri, contattata dall'Ansa nell'ospedale di Ras Sedr dove è ricoverata, ha avuto tre punti sulla schiena e sulla spalla per una ferita che si è procurata nella fuga. D'Ovidio é rimasto illeso. I due, operai metalmeccanici, erano arrivati a Sharm sabato scorso per una vacanza di una settimana. Non sembra che ci fossero altri italiani a bordo del bus che portava canadesi, inglesi, russi, ucraini ed egiziani.

Il ministero degli Esteri italiano conferma per ora due feriti italiani. Ma resta provvisorio il bilancio delle vittime, molte delle quali sono irriconoscibili, per cui non sono state ancora identificate. I 28 feriti, secondo fonti egiziane, sono ricoverati in diversi ospedali del Sinai, alcuni con gravi ustioni. L'Argentieri ha visto una ragazza con un braccio amputato. Nel 2006, ottomila persone sono morte in Egitto in incidenti stradali, causati spesso dalla guida spericolata e dalle cattive condizioni di molte strade.

Il racconto dell'italiana "Siamo partiti da Sharm all'1 e mezza di notte per una gita al Cairo. Abbiamo chiuso gli occhi, perché avevamo paura, l'autobus andava troppo veloce - ha detto Diana Argentieri - Circa un paio d'ore dopo, poco prima dell'alba, ci siamo svegliati improvvisamente: il bus si stava rovesciando, siamo riusciti a saltare fuori, siamo caduti in un fossato e l'autobus subito dopo è esploso e ha preso fuoco", ha aggiunto, con la voce scossa dall'accaduto. "Per terra, c'era il corpo di una ragazza morta. Sull'autoambulanza ce n'era un'altra che aveva perso un braccio", ha aggiunto. Pietro D'Ovidio, che viaggiava con lei, è rimasto illeso. Ambedue sono operai nella fabbrica metalmeccanica Denzo, in provincia di Chieti. La Argentieri non ricorda quante persone ci fossero a bordo, ma non pensa che ci fossero altri italiani.