La «sindaca» diessina non vuole più la chiesa di Allah

Marta Vincenzi, la diessina «sindaca» di Genova con fama di anticonformista, spiazza tutti prendendo posizione contro la realizzazione della moschea in città, che già tante perplessità ha suscitato fra amministratori, religiosi, uomini politici e semplici cittadini. «Dobbiamo ripensare tutta la faccenda», dichiara il sindaco della città della Lanterna, alle prese con le conseguenze di una forte immigrazione, parte della quale clandestina. E non gliene importa niente, a Marta Vincenzi, che buona parte della maggioranza su cui si regge la giunta sia composta da esponenti di Rifondazione comunista e Comunisti italiani, che sono fra i maggiori sponsor del tempio islamico. «Non si può non tener conto di scenari che esigono - ha detto ieri Vincenzi alla guida spirituale dei musulmani genovesi, Husein Salah - maggiore chiarezza e trasparenza». Nel frattempo, la «sindaca» incassa i fulmini dell’assessore regionale all’Immigrazione Enrico Vesco (Comunisti italiani), ma si prende volentieri i complimenti che vengono da rappresentanti di An: «Ha fatto bene - esultano -. Ma ora faccia digerire il rospo ai suoi».