Sindacalisti in fila per comprare casa col 30% di sconto

da Milano

Il sindacalista più ricco d’Italia (nel 2005) è pronto a comprarsi una casa Enasarco con il 30% di sconto. Lui si chiama Giovanni Battista Baratta, ed è segretario confederale della Cisl. Già famoso, tre anni fa, per una dichiarazione dei redditi da record, torna alla ribalta come inquilino di uno dei 17mila immobili, (per un valore di 4,5 miliardi di euro) che la Cassa previdenziale degli agenti di commercio vuole mettere in vendita per sistemare i conti dell’ente per i prossimi 30 anni.
Nel 2006 Baratta si guadagnò le prime pagine per il suo reddito monstre: 345.341 euro di imponibile l’anno precedente, davanti ai colleghi Rocco Caranante (Uil, con 284.853 euro) e Renata Polverini (Ugl, 140.586 euro). Più lontani big come il segretario Uil Luigi Angeletti (112.278 euro) e l’ex leader Cisl Savino Pezzotta (93mila euro). Baratta si difese così: «Allora ero anche segretario della Federazione del commercio e del turismo (alla quale ho devoluto più di metà della somma) e anche consigliere di amministrazione in alcune società».
Una di queste società è proprio l’Enasarco, come ha rivelato ieri il quotidiano Italia Oggi. Che al suo ex amministratore ha concesso un appartamento in zona Trionfale a Roma, e un altro immobile in via Cristoforo Colombo come presidente dell’Ebinter, l’Ente bilaterale nazionale del terziario. Baratta, insieme a molti altri sindacalisti, ex amministratori dell’Ente, politici e vip, può contare su contratti a canone concordato da 4 a 10 euro al metro quadro al mese, stipulati nella maggior parte dei casi prima del dicembre 2004. Perché gli agenti di commercio che abitano le case Enasarco, e ai quali il piano sembra apparentemente destinato, sono in realtà una sparuta minoranza: appena il 4%, secondo i dati forniti di Federagenti.
In lizza per comprare appartamenti con lo sconto del 30% c’è anche Paola Pisapia, moglie del dirigente Enasarco Carmelo Francot, il figlio del numero uno dell’Ente Brunetto Boco (che vive a Milano) e pure il meno famoso (ma altrettanto fortunato) Mauro Giuliattini, segretario nazionale della Cisl Funzione pubblica-Aci, che ha in affitto una casa a Roma in zona Donna Olimpia. Stesso padrone di casa per Donato Bonanni, figlio del leader Cisl Raffaele, che ha in affitto un appartamento di 94 mq nel quartiere Della Vittoria, e chissà se ha intenzione di comprarlo. Da un anno anche la Cgil è «cliente» Enasarco di un appartamento di 103 metri quadri nel quartiere Nomentano-Bologna.
Il piano di cessione è in alto mare, perché sindacati degli inquilini e agenti di commercio sono sul piede di guerra. il segretario generale di Federagenti, Fulvio De Gregorio, da mesi chiede che «dalla vendita siano esclusi tutti gli amministratori Enasarco ed i loro familiari diretti che, per ragioni di reddito elevato, non è opportuno, né morale che abbiano le stesse agevolazioni dell’inquilinato medio».
Che i sindacalisti nella stanza dei bottoni di enti pubblici abbiano privilegi, ma anche poteri, è noto. Nei giorni scorsi il parlamentare Pdl Giuliano Cazzola ha ricordato al Giornale come «per tanti anni all’Inps determinati incarichi vanno sempre allo stesso sindacato». E pensare che proprio grazie alla «soffiata» di un sindacalista dell’Inps, il Giornale fece scoppiare lo scandalo Affittopoli. Altri tempi, stessi inquilini.
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