Sindacati contro Cofferati, anche gli autisti lo scaricano

Da oggi via a una serie di scioperi nei trasporti e contro i tagli alla scuola. Il sindaco: «Decisioni già prese»

Claudia B. Solimei

da Bologna

Legalità? No, scioperi e mobilitazioni. Rimandato a gennaio il voto sulla sua crociata legalitaria, in tempi di approvazione di bilancio comunale il sindaco di Bologna Sergio Cofferati si trova investito da una escalation di mobilitazioni da parte di Cgil-Cisl-Uil e dei sindacati di base.
I primi a fermarsi saranno oggi per quattro ore gli autisti degli autobus da mesi in lotta contro una legge regionale, già rinviata di un anno, che regola la gara di affidamento esterno del servizio. I sindacati confederali chiedono di ridiscuterne le condizioni. E nel mirino finiscono i due principali soci dell'Atc, l'azienda di trasporto pubblico bolognese, accusati di non fare sufficienti pressioni sulla Regione, anch'essa retta dal centrosinistra: «Avvertiamo Comune e Provincia - ha ammonito la Cgil - che, se non pervengono risposte positive, proseguiremo la lotta».
Il fronte che oggi appare più caldo, però, è quello della scuola: per risparmiare 380mila euro nel bilancio, Cofferati ha annunciato la chiusura di tre corsi dell'Istituto comunale tecnico-professionale Aldini Valeriani-Sirani, la scuola degli operai fondata a Bologna nel 1878, frequentata da molti giovani stranieri e in cui insegna anche Franco «Bifo» Berardi, volto storico del '77 bolognese e oggi fustigatore del Cinese dalle colonne di Liberazione, il quotidiano del Prc. Un'altra decisione contestatissima, definita «grave» dall'ex sindacato di Cofferati, la Cgil. Ieri un'affollata assemblea degli insegnanti si è chiusa con la proclamazione dello stato di agitazione, la richiesta ai sindacati di far partire le procedure di sciopero e la decisione di istituire un presidio permanente dentro la scuola (ma non lo vogliono chiamare occupazione) a cui hanno invitato il sindaco. Anche la maggioranza del Cinese si è tornata a dividere: Rifondazione e Verdi hanno presentato un ordine del giorno in cui chiedono di revocare i tagli. Ma Cofferati ha già detto la sua: «La decisione è presa».
Infine, i sindacati di base Rdb e Cobas hanno proclamato uno sciopero del personale degli asili nido il 9 gennaio, prima data utile dopo le vacanze di Natale. Qui il fronte aperto con il Comune è la sperimentazione di un diverso modo di sostituzione delle maestre assenti. Pure la Cgil si è schierata contro il sindaco: «È un'iniziativa dall'amministrazione che usa modalità su cui abbiamo perplessità».