Sindacati in piazza contro lo scippo dei voli

Alle 14.30 presidio al terminal 1 per combattere la riduzione del traffico Alitalia sullo scalo lombardo. Il rilancio della compagnia da domani sul tavolo di Prodi

Roberto Bonizzi

Una manifestazione di tutti i sindacati a Malpensa in difesa dell'aeroporto milanese. L'appuntamento con il presidio indetto da Cgil, Cisl e Uil insieme a Sult e Ugl è per oggi alle 14,30. Terminal 1, all'arrivo della navetta che collega l'hub varesino alla stazione Cadorna. Un segnale di presenza con la volontà di rivendicare un ruolo forte, da parte delle categorie dei lavoratori, nella discussione sul futuro di Alitalia e degli scali aeroportuali italiani in generale. Uno squillo al governo Prodi che proprio da domani inizierà a discutere della questione relativa al rilancio della compagnia di bandiera e alle future strategie aziendali. Che i sindacati vogliano difendere Malpensa indica forse che, da Roma, tira una brutta aria. «La grande manifestazione unitaria serve per dare un segnale molto forte all'esecutivo - spiega Dario Balotta, segretario regionale della Fit Cisl, uno degli ideatori dell'iniziativa -. A poche ore dall'apertura della cabina di regia sui problemi di Alitalia girano strane voci. Pare che da Roma vogliano ridurre i voli intercontinentali in partenza e in arrivo dall'hub milanese e, attraverso il nostro presidio, noi vogliamo dire chiaro che i sindacati non sono contrari, ma contrarissimi a quest'ipotesi». Si riaffaccia, dunque, la possibilità di un ridimensionamento al Nord della compagnia aerea nazionale. Anche se i dati dell'ultimo semestre vanno nella direzione completamente opposta. Tra gennaio e agosto 2006 (rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente) i passeggeri a Malpensa sono cresciuti, e non poco: il dato parla di oltre 200mila unità. A cui bisogna aggiungere un incremento leggero di Linate (+7mila viaggiatori). Brusco stop, invece, per Fiumicino che rispetto al 2005 ha visto diminuire i passeggeri, con 68mila biglietti staccati in meno.
Balotta, prima di sedersi al tavolo delle trattative, avvisa il governo: «La debolezza di Alitalia viene proprio dalla presenza costante della politica nei vertici. Invece è venuto il momento di privatizzare definitivamente l'azienda e rendere marginale il ruolo pubblico. Non basta cambiare capitano alla nave, è un film già visto e gli effetti di questa strategia li abbiamo davanti agli occhi: l'azienda non è sana e perde 500mila euro al giorno. È la rotta che dev'essere cambiata e, quella del futuro della compagnia, per i sindacati passa indiscutibilmente da un rafforzamento di Malpensa».