Sindacati: pronti allo sciopero generale

Cgil, Cisl e Uil minacciano Prodi sulla pressione fiscale sui salari e sul rinnovo dei contratti. I lavoratori con accordo di categoria scaduto sono oltre 6 milioni: "Si firmi entro il 15 gennaio o blocchiamo tutto"

Roma - Si va verso lo sciopero generale a fine gennaio. Cgil, Cisl e Uil hanno annunciato una mobilitazione di tutte le categorie pubbliche e private contro i mancati rinnovi contrattuali e per chiedere al governo un confronto urgente su una nuova politica dei redditi e sulla riduzione della pressione fiscale sui salari. La decisione sulla modalità dello sciopero sarà presa in una riunione dei direttivi unitari dei sindacati fissata per il 15 gennaio. I lavoratori che hanno il contratto scaduto sono oltre 6 milioni, 1,2 dei quali pubblici (Enti locali e Sanità), ma a fine 2007 scadranno di nuovo tutti i contratti del pubblico impiego e nella Finanziaria 2008 non sono previste risorse adeguate per i rinnovi.

Situazione drammatica I sindacati hanno definito "drammatica" la situazione delle famiglie che fanno i conti con un potere di acquisto in discesa a causa non solo dei mancati rinnovi dei contratti ma anche della ripresa dell’inflazione e della pressione fiscale nazionale e locale. "Siamo preoccupati - ha detto il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni al termine della riunione delle segreterie unitarie - perché il governo non da risposte sull’Ici, sugli incapienti e sul pubblico impiego mentre si annunciano rincari su prezzi e tariffe e c’è un’impennata dell’inflazione. Il governo ci dica che cosa intende fare su tutte queste materie. Speriamo che il governo ci convochi presto perché altrimenti la spinta che riceviamo dai lavoratori è per una forte mobilitazione".

Incontro urgente "Chiederemo un incontro urgente del governo - sottolinea il numero uno della Cgil, Guglielmo Epifani - per illustrare i contenuti della nostra piattaforma sulla politica dei redditi e le condizioni di lavoro. A metà gennaio convochiamo i direttivi unitari per dare una valutazione sulle risposte del governo. Avremo anche un quadro dei rinnovi contrattuali che noi speriamo si chiudano entro la fine dell’anno. Lì potremo decidere le modalità di lotta". Epifani ricorda che i contratti scaduti ci sono quelli dei metalmeccanici (1,5 milioni di lavoratori) e del commercio ma anche quelli di enti locali, sanità e banche. "Non può essere un problema - spiega - lasciato sulle spalle delle singole categorie. Poi c’è l’emergenza carovita e fisco - precisa - c’è bisogno che il governo avvii un’iniziativa rapida per dare risposte su questi temi. Invito il governo ad aprire subito il confronto".

Tempo fino a gennaio Il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, sottolinea che vanno affrontati insieme il tema dei prezzi, della pressione fiscale sul lavoro e dei rinnovi contrattuali. "Abbiamo deciso - sottolinea - di convocare gli organismi per il 15 gennaio perché in quella data potremo verificare se i contratti saranno stati firmati. A quel punto si valuterà anche lo stato del confronto con il governo e le risposte date sul fronte fiscale e del sostegno ai redditi da lavoro dipendente".