Il sindacato Fabi diviso sulle trattative con Bper

da Milano

Dopo giorni di tensioni diventa pubblica la spaccatura del sindacato Fabi-Bpm. In una nota indirizzata a tutti i colleghi - scrive l’agenzia Radiocor - un gruppo di iscritti alla Fabi esprime una posizione «molto critica» su parte dell’attuale classe dirigente del sindacato, colpevole di essersi fatta guidare dal «pregiudizio e dall’arroganza del potere» in merito alle trattative con Bper, che vanno considerate invece «una grande opportunità». La nota, firmata anche da due membri del consiglio direttivo dell’associazione Amici della Bpm sui cinque riconducibili alla Fabi, stigmatizza in particolare il documento firmato dalla segreteria del sindacato diffuso nei giorni scorsi e critico su alcuni punti della trattativa con Bper. Documento, scrivono i dissidenti, in cui gli autori «rendono pubblici aspetti riservati della trattativa che allo stato attuale la possono solo compromettere» e alimentato da un «pregiudizio, ancorché non dichiarato, ostentato con argomenti pretestuosi e di scarsa rilevanza rispetto alla portata strategica della trattativa quando si è ancora in una fase di studio di fattibilità». La Banca Popolare di Milano, aggiungono, «ha tutte le caratteristiche e le qualità per diventare campione di aggregazione». I firmatari credono quindi che «coerentemente con il lavoro svolto fino ad oggi si debba fare un salto di qualità», e sottolineano che «l’operazione di aggregazione con la Banca Popolare dell’Emilia Romagna sembra rispondere a queste esigenze».