Il sindacato proibisce la parola clandestino Si usi «richiedente asilo»

Il sindacato dei giornalisti non avendo di meglio a cui pensare, visto che il contratto è scaduto nel lontano 2005 e attende un dignitoso rinnovo che non si vede all’orizzonte, è concentrato sul doveroso rispetto delle minoranze. In soldoni: guai scrivere la parola «clandestino» se non nel caso di dichiarazioni virgolettate. È irrispettoso. Meglio allora diciture alternative come «richiedente asilo», «beneficiario di protezione umanitaria», «vittima della tratta». Verrebbe insomma da domandarsi se illustri colleghi abbiano mai fatto un titolo in vita loro o se invece siano stati contagiati dal politically correct di sinistra. Lo stesso che si offende quando vede nero. E a proposito di nero ecco la polemica sulle «inquietanti dark lady del Tg3» come le ha definite Dell’Utri. Attacco raccolto dalla deputata pd Daniela Sbrollini che per solidarietà si è presentata a Montecitorio in nero «orgogliosa di essere una dark lady».