Il sindacato Rai attacca Prodi il «censore»

Mariateresa Conti

da Palermo

Stava, semplicemente, facendo il suo lavoro. Il suo lavoro di cronista della Rai che, in un'intervista per il Tg regionale, poneva al leader dell'opposizione domande sui principali temi politici in pentola in questi giorni in Sicilia, dalle candidature dell'Unione per le Primarie regionali ad un evento storico qual è stato, appena qualche giorno fa, la soluzione del cosiddetto contenzioso Stato-Regione (il via libera strappato al governo dal presidente della Regione Salvatore Cuffaro perché le tasse di tutte le imprese che lavorano nell'Isola vengano versate nelle casse della Sicilia a prescindere dalla loro sede legale). Una domanda più che legittima, quella sul contenzioso. Una domanda che però, a Romano Prodi, non è piaciuta affatto. Il Professore, contrariato, si è rifiutato di rispondere, a quella e ad altre domande su temi più generali, quali devolution e legge elettorale. Ma due collaboratori del leader dell'Unione sono andati oltre, strattonando il cronista e impedendogli, di fatto, di continuare il suo lavoro.
È bufera su Prodi e sul suo staff per l'episodio a dir poco increscioso che si è verificato sabato scorso, in un albergo di Palermo. Vittima incolpevole della vicenda, Dario Miceli, cronista di punta dell'informazione politica della testata regionale della Rai, «reo» di aver posto una domanda più che pertinente ma «sgradita» all'intervistato. A denunciare con una nota la vicenda, due giorni fa, il comitato di redazione del Tgr Sicilia: «Sabato 29 ottobre durante un'intervista al leader dell'Unione Romano Prodi il collega Dario Miceli è stato fisicamente allontanato da alcuni collaboratori dell'ex presidente della Commissione Europea che si era mostrato infastidito per una domanda sulla fine del contenzioso Stato-Regione. Il presidente Prodi si era risentito per l'argomento, che riteneva troppo localistico, e subito due suoi collaboratori si sono frapposti tra l'intervistato e la troupe della Rai spintonando con le spalle il giornalista che reggeva il microfono per impedirgli di proseguire l'intervista».
Solidarietà a livello regionale è stata espressa dal presidente dell'Ordine dei giornalisti, Franco Nicastro, dal presidente dell'Unione nazionale cronisti italiani-Gruppo siciliano, Leone Zingales, e da numerosi politici di entrambi gli schieramenti.
Sulla vicenda è intervenuto ieri il coordinamento dei Cdr Tgr Rai, d'intesa con l'esecutivo Usigrai: «Esprimiamo piena solidarietà nei confronti del collega della Rai di Palermo per l'atto di intolleranza subito durante un'intervista effettuata al leader dell'Unione Romano Prodi. Ancora una volta la politica si è dimostrata insofferente nei confronti dei giornalisti che non si limitano a reggere il microfono davanti ai leader dei vari partiti ma, per tenere la schiena dritta secondo l'invito del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, decidono di porre domande non concordate, nel rispetto della deontologia e soprattutto degli spettatori del Servizio pubblico».