Sindaci-onorevoli no della Consulta: rischiano in dieci

Niente più doppio incarico per i parlamentari-sindaci. La Corte Costituzionale, decidendo sul caso di Raffaele Stancanelli, il senatore del Pdl anche sindaco di Catania, ha bocciato la legge 60 del 1953 nella parte in cui non prevede l’incompatibilità tra la carica di parlamentare e quella di sindaco di un Comune con più di 20mila abitanti. A sollevare la questione dinanzi alla Consulta è stato il Tribunale civile di Catania, al quale un elettore, Salvatore Battaglia, aveva fatto ricorso contro l’elezione nel 2008 di Raffaele Stancanelli, eletto senatore due mesi prima. La decisione della Consulta - la numero 277 - ha tuttavia valore per tutti quei parlamentari divenuti sindaci di grandi città e che dovranno dunque scegliere quale dei dunque incarichi mantenere. Su 119 parlamentari con doppio incarico, i sindaci sono in tutto 34. Dieci quelli che dovranno scegliere. Alla Camera i Pdl Adriano Paroli (Brescia), Giulio Marini (Viterbo), Nicolò Cristaldi (Mazara del Vallo), Marco Zacchera (Verbania), Michele Traversa (Catanzaro) e il leghista Luciano Dussin (Castelfranco Veneto). A Palazzo Madama, oltre a Stancanelli, i Pdl Antonio Azzollini (Molfetta), Vincenzo Nespoli (Afragola) e il leghista Gianvittore Vaccari (Feltre).