Sindaci spendaccioni: per ogni cittadino 1.300 euro di debito

Le istituzioni più vicine ai cittadini. Tanto vicine da aver riversato nel corso di appena due anni su ciascun italiano, inclusi neonati e anziani, 1.300 euro di debiti. L’allarme lo ha lanciato la Corte dei Conti, nella relazione sulla gestione finanziaria degli enti locali (preso in esame il biennio 2008-2009) recentemente trasmessa al Parlamento: «Sono in aumento - si legge nel documento - il numero di amministrazioni locali che presentano squilibri economico-finanziari». Talmente in crescita che i Comuni da soli hanno raggiunto un passivo finanziario superiore ai 62 miliardi di euro; meno grave la situazione delle Province, in rosso di «soltanto» 11,5 miliardi. «Considerate le entrate correnti degli enti locali quali una sorta di prodotto interno lordo - spiega il rapporto - l’incidenza media del debito per i Comuni è di oltre il 120% e per le Province del 113,57%».
Sempre più debiti dunque, e sempre più debitori. Non è infatti solo l’ammontare assoluto del debito aggregato dei Comuni italiani - cresciuto in due anni del 20% - a destare la preoccupazione dei giudici di Viale Mazzini: è in aumento anche il numero dei soggetti in rosso. Negli ultimi anni Comuni che prima erano riusciti a mantenere sotto controllo i bilanci sono entrati nella lista dei «cattivi». Come evidenzia il rapporto «con il crescere del numero dei Comuni con più di 20mila abitanti, gli enti con squilibrio economico finanziario sono pressoché raddoppiati». Nel solo 2008 i Comuni con buchi più o meno grossi a bilancio, precisa la Corte, sono passati da 63 a 82. La situazione quindi «non appare nel complesso incoraggiante, risultando in aumento gli enti interessati e le situazioni di alcuni di essi appaiono allarmanti».