Il sindaco accende le luci della Commenda, non del centro storico

Venne costruito nel 1180 per assistere pellegrini e crociati che si recavano, o tornavano, dalla Terrasanta. È uno degli edifici più antichi e meglio conservati di Genova. Ieri il sindaco Vincenzi ha tagliato il nastro inaugurale della Commenda che dal 2005 fa parte del MuMa e da oggi viene riaperto al pubblico in maniera permanente ospitando un museo-teatro.
Lì, a due passi da Pré. Lì, nel cuore dei carruggi. Lì, dove il degrado fra droga, prostituzione, clandestini e microcriminalità, è all'ordine del giorno. Lì, dove, come è successo proprio l'altroieri, nemmeno un ministro della Repubblica può passeggiare tranquillo. O dove, poco più in là, il gazebo del Carroccio può fare legittimamente attività politica soltanto con la scorta di una dozzina di carabinieri perché ostaggio e minacciato pesantemente da punkabestia e estremisti di sinistra. E allora bene. Anzi, benissimo. Questo gioiello di Genova, finalmente, dopo un investimento di 500milioni di euro e gli ultimi quattro anni di restauri, riapre alla città e ai suoi turisti. Un luogo d'interesse culturale, di amicizia fra i popoli, di ospitalità. Come mille anni fa. Aperto a tutti. Dai ricchi cavalieri ai poveri pellegrini. Dai sani agli infermi. Peccato che il primo cittadino, ieri, non abbia nemmeno speso una parola per il fattaccio che ha coinvolto il ministro La Russa. Una notizia che è andata su quasi tutte le pagine dei quotidiani nazionali. Un'aggressione che, almeno a Genova città storicamente ospitale, e la Commenda ne è il primo esempio, la sinistra estremista poteva proprio evitare di compiere. D'accordo, il malintenzionato è uno spagnolo. Ma è genovese di adozione politica. Frequenta il nostro centro sociale Inmensa. Ruota intorno ai no global della nostra città. Nei carruggi lo conoscono per ciondolare tutto il giorno insieme agli altri balordi della sua stessa parte politica.
Una parolina, quindi, in quel luogo che è di accoglienza da quasi mille anni, il primo cittadino avrebbe potuto anche spenderla. Senza chiudersi in un imbarazzo muto. In un fare finta di niente. Come se nulla fosse successo. Nell'ignorare che, a 50 metri da quel rosso nastro inaugurale tagliato con le forbici, nemmeno 24 ore prima Genova, ma purtroppo soprattutto i nostri meravigliosi vicoli, avevano fatto un'altra figuraccia. Altro che Iene. Altro che strade sporche. Altro che accattoni a ogni angolo. Altro che venditori ambulanti. Altro che carruggi pieni di extracomunitari che spacciano. Il ministro La Russa stava passeggiando di giorno. Voleva essere uno come tanti. Ovviamente con qualche stretta di mano in più rispetto agli altri. È il suo ruolo, ci mancherebbe. Per prime quelle dei commercianti, anche extracomunitari, quelli sì onesti, che non ce la fanno proprio più di parole di buonismo. E di inopportuno mutismo.