Il sindaco ambientalista va matto per il cemento

Sulla carta d’identità del sindaco di Monza, Michele Faglia, alla voce professione c’è scritto: architetto. Architetto e, dicono le biografie, pure «ambientalista». Talmente verde che la sua giunta passerà alle cronache come quella del mattone e del cemento: dal 2002 ad oggi, sotto la gestione Faglia, c’è stato un incremento di 395.827 metri cubi (residenza) e di 311.133 metri cubi (non residenziali), mentre negli anni 1999-2001 (sindaco di centrodestra) i metri cubi erano, rispettivamente: 235.377 e 194.479.
Ma c’è un altro aspetto che la racconta lunga sull’architetto Michele Faglia, classe ’48: c’è un area a Monza con una cascina (fatiscente, tra l’altro), un orticello familiare e un anziano che passa lì qualche ora a zappare, be’ per Faglia quell’area è «agricola». Lo sostiene pur sapendo che quell’area vagheggiata come «agricola» è, invece, fabbricabile. Sì, edificabile come tutte quelle aree sparse in Brianza di cui si occupano gli architetti Faglia & Biffis. Ma, lui, naturalmente, fa l’ambientalista versione cachemire.