La sindaco ammette: «La prossima volta sarà lo stesso disastro»

(...) Sindaco e assessore esplodono in tutta la loro rabbia: «Sono cose che non si fanno a parole, non basta quello che dice Bertolaso, servono le firme, dal governo solo promesse». Ma alla giunta che è presente ovunque, sa sempre tutto, ha tutto sotto controllo, era sfuggito il fatto che il consiglio dei ministri aveva già deliberato lo stato di emergenza. Un consiglio dei ministri finito alle 9.30 del mattino, tre ore prima che il sindaco parlasse.
Ma tutta la conferenza stampa convocata per fare il punto della situazione è uno show stizzito contro chiunque abbia osato criticare l’amministrazione comunale. La sindaco ieri mattina ha fatto un sopralluogo ed è stata pesantemente contestata dai cittadini, che hanno addirittura bloccato la strada. «Solo dieci persone che si fanno vedere in tv o che scrivono articoli che vengono pubblicati addirittura in prima pagina», esplode Marta Vincenzi. I genovesi le rinfacciano di essere stata per tre giorni a Bruxelles mentre la città sprofondava. «E basta con ’sta storia - gonfia le vene del collo - Non ero in vacanza, si parlava del futuro delle microregioni in Europa». E non poteva tornare un po’ prima? «Si votava mercoledì mattina. E poi cosa avrei potuto fare qui?». Farsi vedere, certo, non sarebbe bastato. «La realtà è che qui c’è un’animosità e un’aggressività nei miei confronti fin dall’inizio. Anche da parte dei media, ma ho le spalle larghe - esonda la sindaco - Sta prendendo corpo un cultura terrificante, che definisco berlusconiana, per la quale serve che ci sia un leader carismatico al comando che risolve tutto. Qui c’è un gruppo che può lavorare anche senza di me».
Guai a chiederle se l’amministrazione ha qualche colpa. Ad esempio se si poteva fare prevenzione. In rapida successione, ecco alcune frasi celebri della sindaco: «Qui l’unico piano di bacino l’ho fatto io ai tempi della Provincia». «Non tagliamo gli alberi nel greto dei fiumi perché aiutano a trattenere il terreno, quelli che vengono portati via e intasano tutto sono quelli delle colline circostanti». «Non c’è sensibilità dei cittadini per i problemi di prevenzione, i lavori del centro storico sono stati ritardati per le lamentele dei commercianti, mentre le auto in sosta a Sestri le abbiamo dovute rimuovere con i carri attrezzi perché nessuno le spostava».
Insomma, di chi la colpa? «Di chi nega che il clima del pianeta sta cambiando, sono caduti 411 millimetri di pioggia in due ore», ribatte la sindaco. Ma il 7 settembre era suonato un campanello d’allarme, anche in quel caso, un’acquazzone aveva mandato sott’acqua proprio il ponente. «Perché anche quella volta erano caduti 300 millimetri». Appunto, non è cambiato nulla? Cosa è stato fatto da quella volta a lunedì? «E cosa si può fare? I piani di bacino sono fatti sulla base di un settembre in cui cadevano 150 millimetri in tutto il mese». Scusi, chi ha detto che l’aveva fatto il piano di bacino? «Ma il clima è cambiato». E in quel piano non era previsto l’abbattimento del palazzo di via Giotto 15 sul Chiaravagna che dà sempre problemi. «Ma vi devo sempre ripetere le stesse cose? - si alza in piedi sulla cattedra la prof - C’è un contenzioso che dura da vent’anni. Bertolaso lo vuole abbattere? Se lo abbatta da solo. Ci farebbe un favore».
Si rischia il linciaggio anche a chiederle delle lamentele dei cittadini di Cornigliano, che si sono sentiti dimenticati, aiutati in ritardo rispetto a Sestri Ponente. Mentre l’assessore Francesco Scidone prova a dare una spiegazione alla cosa, ammettendo che è stata una scelta fatta da tecnici («ho lasciato fare ai professionisti, anche se non è stata una mia decisione»), la sindaco e l’assessore Carlo Senesi scelgono la linea negazionista, corroborati dalle parole della collega Elisabetta Corda che riferisce come in fondo, il giorno dopo, Amiu e Aster fossero andati a dare una mano anche a Cornigliano. Ma Scidone è anche l’unico ad accettare le domande. Perché se sono caduti 411 millimetri di pioggia su Genova, come mai l’alluvione ha colpito solo il ponente? «Perché da altre parti gli interventi sui torrenti sono stati fatti», ammette il responsabile della Protezione civile comunale.
Comunque ormai è andata. «Il Nautico va bene, c’è il sole, tutti al Nautico», chiude la conferenza stampa la sindaco. Basta ricordarsi che: l’alluvione c’è stata perché «piove tanto», le «polemiche sono roba da sciacalli» (quelle contro il Comune, sia chiaro, contro il governo vanno bene) e quindi, se dovesse piovere ancora così ci sarebbe un nuovo, identico, disastro. Meglio non pensarci. Infatti questa mattina Marta Vincenzi sarà già concentrata su ben altro: alle 12,30 presenterà «Genova per Edoardo Sanguineti, Genova si illumina di poesia», tre giorni di omaggi al compagno poeta. E meno male che non ci sono votazioni a Bruxelles, sennò stavolta avrebbe dovuto saltarle.