Da sindaco becchino a novello Calderoli

I nuovi volti della politica. Gianluca Buonanno, primo cittadino leghista eletto alla Camera, è
diventato famoso per le sue provocazioni. Ma lui giura: "Sono un
antesignano di Brunetta". Creò la "scrivania dell'asino" per il
dipendente più lavativo

da Roma

«Si scrive come gli auguri, ma tutto attaccato». Gianluca Buonanno, neodeputato della Lega, si presenta così. A Montecitorio è arrivato solo da qualche mese, ma già ha iniziato a farsi sentire. Il primo giorno della legislatura ha cercato di «trafugare» un forcone in Aula («è il simbolo della rivoluzione contadina»), poi ha regalato a Veltroni una bottiglia di whisky per sollevarlo dalla sconfitta («mi ha detto che è astemio, gli ho risposto di tenerla perché prima o poi gli servirà...») e infine ha fatto capolino durante una diretta di Studio Aperto al grido di «Viva la Valsesia». È grazie a queste sortite - e a quelle degli ultimi giorni - che in Transatlantico qualcuno è arrivato a paragonarlo a un «novello Calderoli», visto che da tempo il ministro leghista ha messo da parte le sue provocazioni («fatte per attirare i giornali e far passare il messaggio», giurava mesi fa) per seguire la via dell’ecumenismo e del dialogo con il Pd.
Dalle sue parti, però, Buonanno lo conoscono da tempo. Sindaco di Serravalle Sesia prima (dal 1993 al 2002) e di Varallo poi (dal 2002 a oggi) è passato non solo alle cronache locali ma anche a quelle nazionali. Merito delle sue trovate, una miscela di idee geniali e pensate bizzarre. Molti ci ridono su, alcuni le derubricano come «uscite strampalate», ma a fare i conti pare che Buonanno non amministri poi tanto male. A Serravalle è stato eletto con il 54% dei voti e riconfermato con il 79%. Ancora meglio a Varallo: dal 60% del 2001 è stato rieletto con l’81%. E alle politiche la Lega ha portato a casa il 45% dei voti della Valsesia. Perché, dice lui, «sono un tipo estroverso e stravagante» - e ci mancherebbe - ma «so bene che amministrare è una cosa seria». Così, pur insistendo sul fatto che il merito dell’approdo in Parlamento va tutto a Bossi e Cota («hanno creduto in me»), Buonanno pare averci messo molto del suo. Il segreto? «Sono un antesignano di Brunetta», giura. E gli esempi non mancano, soprattutto a Varallo. Nella sua stanza, per dirne una, c’è «la scrivania dell’asino». Dove «senza computer e come un frate francescano» si siede a lavorare l’impiegato più lavativo. E per un po’ c’è stata anche la macchina del caffè per «disincentivare i soliti crocchi della mattina». Ovviamente, «il consumo è diminuito del 50%». Poi, dopo sei mesi l’ha rimessa al suo posto con tanto monito: «A buon intenditore poche parole...». Guerra anche all’assenteismo. Dopo aver beccato un impiegato con le buste della spesa gli ha chiesto di spostare dei mattoni nel giardino del Municipio con seguito di polemiche per la «punizione comunale».
Ma Buonanno, va detto, sa anche come far notizia. Ha dato la cittadinanza onoraria a Maradona e Schumacher, intitolato un largo a Lucignolo (la trasmissione di Italia 1), offerto incentivi per chi si metteva a dieta con tanto di misurazione della vita per verificare i progressi e fatto costruire una statua («la prima a un vivente») a Vasco Rossi. Manuela Arcuri, poi, è stata insignita della carica di «sindaco per un giorno» e ha lasciato sbigottita mezza città durante la sua passeggiata in centro con fascia tricolore. Eppoi, qualche anno fa, lo spogliarello alla Full Monty insieme agli assessori per raccogliere fondi per restaurare un santuario. Venne anche Katia Ricciarelli, ma la Curia non la prese bene e rifiutò l’offerta. Negli annali, invece, sono finiti i vigili di cartone (con la sua faccia) messi all’ingresso della città: «Un disincentivo all’alta velocità».
Tutte queste cose, ci tiene a dire, senza far spendere una lira al contribuente. «Hanno sempre e solo pagato gli sponsor», giura. E c’è da credergli se lo sponsor c’è anche sulla carta intestata del Comune. Le ultime trovate sono di questi giorni. Il Manuale pratico di separazione e divorzio, per esempio, viene regalato a tutti i neo sposi perché facciano una scelta «davvero ponderata». E il suo cellulare è affisso su tutti i muri della città perché Buonanno fa il «deputato a domicilio». Lo chiamano e lui si presenta a casa della gente. Niente per uno che ha già fatto il «sindaco spazzino» e il «sindaco becchino». «Quando su due dipendenti uno era in ferie e l’altro malato - ricorda - mi sono messo anch’io a scavar fosse. Un’esperienza che mi ha aiutato a capire la vita».