«Il sindaco della Casa non sarà di An né della Lega»

Questionario sulle priorità dei genovesi: la sicurezza viene prima del lavoro

Paola Setti

Passi per il traffico che pure è «disastroso», passino anche gli arredi urbani «da terzo mondo» e persino le scarse prospettive di lavoro per i giovani. Ma dateci sicurezza, per pietà, e alla sporcizia e al degrado, per favore, sostituite aree verdi. Parola di genovesi, ai quali Forza Italia ha dato la parola.
Le amministrative se non incombono s’avvicinano, gli azzurri hanno deciso di «non fare come il centrosinistra che litiga sui nomi ma di pensare prima al programma», così dice Roberto Cassinelli il coordinatore metropolitano, e allora il partito ha inviato ai cittadini che avevano firmato contro la legge Finanziaria del governo Prodi un questionario con due domande: «La prego di indicare in ordine di importanza i tre problemi che ritiene più gravi per la città di Genova» e «Se lei fosse sindaco di genova quale sarebbe il suo primo provvedimento amministrativo?». Hanno risposto in 672, e che risposte hanno dato. C’è chi vorrebbe vedere «i vigili con i capelli tagliati come si deve», chi darebbe mille euro di multa a chi non raccoglie le deiezioni canine. «Su tutto però emerge un dato: i genovesi percepiscono la loro città come un luogo insicuro e degradato - avverte Cassinelli -. Più che di Terzo Valico parlano di marciapiedi, e più che di porto di abolizione dell’Ici, perché sono i problemi della vita quotidiana i più sentiti. A noi resta il compito di studiare un programma che tenga conto dei grandi temi, dalle infrastrutture alle politiche economiche generali, ma che sappia affrontare anche le tematiche più piccole». Da rilevare poi il dato sull’immigrazione clandestina: a porla come un’emergenza sono soprattutto i giovani con meno di trent’anni (al 18,3 per cento), mentre la percentuale di chi la vive come un problema diminiuisce con l’aumentare dell’età (dal 12,8 di chi ha fra i 30 e i 50 anni al 10,8 degli over 60).
In generale, e cioè indistintamente per sesso e fascia d’età, gli intervistati segnalano al 18,6 per cento la mancanza di sicurezza, al 15,8 sporcizia, degrado e assenza di aree verdi, al 13,2 l’immigrazione clandestina fuori controllo, al 10,4 un trasporto pubblico inefficiente, al 9,5 arredo urbano e pavimentazioni stradali da terzo mondo. Seguono le periferie abbandonate (9,1), le scarse prospettive di lavoro per i giovani e la gestione del porto (8,2), il traffico disastroso (7,1). Proprio per dar voce alla gente e creare un confronto sulle possibili soluzioni, oggi Forza Italia riunisce iscritti e simpatizzanti, dalle 10 in poi al Teatro della Gioventù. «Non sarà la solita passerella, contingeremo i tempi per far parlare tutti - spiega il coordinatore azzurro -. Servono strumenti nuovi, penso a sponsorizzazioni per il verde urbano, o alla gestione affidata ai condomini, insomma un po’ di fantasia per affrontare problemi così sentiti che pure da anni sono irrisolti». E il nome del candidato sindaco? Non c’è fretta, dice Cassinelli, che illustra la strategia: aspettare quale sarà la scelta del centrosinistra, prima di scoprire le carte, e poi studiare un ticket «accattivante» Comune più Provincia, una donna e un uomo, un giovane e un anziano per dire. Con un altolà: «Il candidato della Casa delle Libertà dovrà essere di confine, cioè un rappresentante dei moderati, espressione del centro dello schieramento, e non delle ali più estreme. Questo «non perché ci siano preclusioni, ogni partyito ha pari dignità, ma serve una persona credibile per il suo passato e per il suo presente nel mondo delle professioni e della cultura». Per ora però resta «prioritario discutere di programmi». Anche con Sandro Biasotti, certo: l’ex governatore ha declinato l’offerta a candidarsi, ma nessuno porta rancore: «Biasotti fa un ragionamento condivisibile quando dice che non correrà per Tursi perché vuole riprendersi la Regione. D’altro cando si è messo a disposizione, sia sulla lista che sul programma, e questo aiuta un cliam di distensione». Significa che Biasotti sarà il candidato alle future regionali? «Nella vita purtroppo non ci sono certezze, ma certo il percorso unitario che stiamo facendo agevola questa ipotesi».