Il sindaco choc: «Hanno colpe anche gli italiani»

«Con tutto il rispetto per chi è morto, ma qualche colpa c’è anche da parte italiana. Questo ragazzo arrestato è stato sfruttato anche sessualmente. Questo non giustifica assolutamente nulla, ma permette di non dividere i popoli in buoni e cattivi». Lo ha detto il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, intervenendo a una marcia organizzata dalla comunità di Sant’Egidio a un anno dalle aggressioni ai campi Rom di Ponticelli, presi di mira dagli abitanti della zona. «Se si fosse riusciti a integrare meglio le persone - ha concluso il sindaco - non ci sarebbe stato questo caso. Dove la gente si conosce non si odia e non c’è violenza». I due fermi di ieri, di due rom molto giovani, tra cui un minorenne, hanno subito fatto pensare al precedente di Posillipo. Ad aprile, infatti, l’imprenditore Franco Ambrosio e la moglie Giovanna Sacco erano stati uccisi a sangue freddo di sera nella propria villa affacciata sul mare. E poche ore dopo, per il duplice omicidio, erano stati arrestati tre giovani romeni: Maurius Vasile Acsinil, 22 anni, giardiniere fino a un anno prima dei coniugi Ambrosio e due complici poco più grande di lui. A portare gli inquirenti sulle sue tracce, l’uso del cellulare Samsung appartenuto ad Ambrosio al quale il 22enne romeno in Italia dal 2001, aveva cambiato la scheda sim e poi, dopo essersi fatto prestare cinque euro da un amico, ha utilizzato per telefonare alla madre e raccontarle di avere paura perché era stato riconosciuto e aveva dovuto uccidere. «Non mi sono neanche reso conto di ciò che ho fatto», ha detto l’ex giardiniere agli inquirenti. Insieme a lui e su sua indicazione sono stati sottoposti a decreto di fermo per omicidio anche Valentin Dumitriu 22 anni stalliere e Calin Petrica 24 anni, operaio presso un autolavaggio. Tutti e tre abitavano da soli nel territorio compreso tra Licola, Ischitella e Giuliano, sul litorale domizio. Tutti e tre hanno bivaccato il giorno di Pasquetta prima nella zona di campagna a ridosso della villa, poi nella dependance della residenza dei coniugi Ambrosio, e infine, ubriachi, sono penetrati all’interno della villa, luogo del delitto.