Il sindaco: «Crocifisso a scuola o sanzioni»

(...) i quali prevedono l’affissione dei crocefissi nelle aule delle scuole, e considerata pure l’ordinanza della Corte Costituzionale del 2004, chi sgarra paga. «Dato atto che l’esposizione del crocefisso in un luogo non religioso – certifica il sindaco – non assume un significato discriminatorio, poiché rappresenta valori rilevanti che ispirano il nostro ordine costituzionale e sono la base del vivere civile lasciano in evidenza la laicità dello Stato, a prescindere dal credo degli alunni, non ho avuto indugi a sottoscrivere l’ordinanza».
Per non dare l’impressione che si tratti solo di una bolla di sapone, Vittorio Gatti, forte del ricorso presentato dal governo contro la decisione comunitaria, ha ufficialmente trasmesso il provvedimento ai dirigenti scolastici dell’istituto comprensivo Giovanni XXIII, al direttore della scuola civica professionale serale e al responsabile degli asili nido. A loro tocca il compito di «girarlo» a tutti i plessi. Il primo cittadino e la maggioranza che lo sostiene di quanto hanno stabilito a Strasburgo sembra importare poco. Tanto, che entro sette giorni gli agenti della Polizia Locale faranno il giro di tutte le scuole per verificare che l’«ordine» sia eseguito. Niente discussioni, perché «i dirigenti delle scuole sono tenuti a far rispettare quanto disposto». In caso contrario sanzione.
Anche a Cesano Maderno, Marina Romanò, il capo della giunta, per ora, si è limitata ad un appello «Non rimuovete il crocefisso, anzi mettetelo anche dove non c’è». A Monza, i crocefissi realizzati dai detenuti sono distribuiti a tutti quanti ne fanno richiesta, come ha precisato l’assessore Stefano Carugo, che lo scorso anno li aveva fatti costruire nella falegnameria del carcere per tutti gli asili della città. Infine, a Lentate è bagarre sulla benedizione natalizia. Il preside pretende che sia impartita fuori dell’orario didattico. I genitori per protesta stanno raccogliendo centinaia di firme.