Tra sindaco e "alleati" è già tutti contro tutti: l’ultima lite è sul Pgt

Proteste da sinistra radicale e Idv: "Coinvolti sempre all’ultimo". E
una lettera di Boeri agli elettori scatena il terremoto nel Pd. VELENI
Dopo il vertice sul Piano: "Chi pensa di aver vinto senza partiti si
sbaglia". DEMOCRATICI IN LITE
La Rozza e Cornelli: "L’assessore alla Cultura pensi a fare il suo
lavoro"

L’assessore all’Urbanistica ha un carattere fumantino. Ma neanche i segretari di Sel, sinistra radicale e Italia dei valori scherzano. E ogni volta che Lucia De Cesaris di fronte alle critiche saltava sulla sedia, toccava a Gianni Confalonieri - braccio destro del sindaco ma anche politico di lungo corso - tirarle una manica per stemperare i toni. Una riunione di maggioranza lunga e accesa quella convocata due sere fa a Palazzo Marino per esaminare le linee guida del Pgt approvate ieri dalla giunta. Solo a poche ore, appunto, dal via libera. E a scaldare la discussione è stato l’ennesimo coinvolgimento dei partiti a cose fatte, più un problema di metodo che di merito. Ma un nuovo scricchiolio nella squadra di Pisapia che in 4 mesi ha già dato ampi segnali, dall’Irpef ad Ecopass alle aree Expo. Persino il Pd che finora ha sempre approvato in aula le delibere giorni fa ha mandato l’avviso di strappo («se bocciamo un provvedimento il sindaco farà spallucce anche con noi?»). I commenti ufficiali del dopo-riunione sono diplomatici. «É un documento generico e i tempi per esaminarlo sono stati troppo ristretti, ci riserviamo di fare approfondimenti» afferma il segretario provinciale dell’Idv, Stefano Zamponi. La capogruppo di Sel Ines Quartieri conferma, «non abbiamo avuto molto tempo per leggerlo, ci è stato consegnato un’ora prima». Non una critica sui contenuti «l’esclusione del parco Sud dal meccanismo della perequazione ad esempio era una delle nostre battaglie».
I commenti fuori virgolette di chi ha partecipato a quel tavolo descrivono bene l’aria che tira. Dagli interventi accesi di Zamponi, Daniele Farina (Sel), Antonello Patta (federazione della sinistra). Gli assessori, attacca un esponente del centrosinistra, «avranno competenza tecnica ma totale inesperienza politica, quando parti con un’operazione così delicata come il Pgt devi avere dietro una maggioranza solidissima, sindaco e giunta si comportano come se avessero vinto loro e possono fare quello che vogliono, la società civile ha fatto molto ma senza i partiti non vanno da nessuna parte». Il documento? «Senza numeri è aria fritta, rischiamo di farci paralizzare l’aula dal centrodestra con l’ostruzionismo su un documento politico di cui forse non c’era neanche bisogno, abbiamo chiesto una verifica». Potrebbe bastare il voto sulla delibera di revoca. Ma «avendola approvata solo la giunta, forse la condivisione dell’aula con un voto servirebbe a tutelarsi in caso di ricorsi, questa è la verità». Nessuno, puntualizza un partecipante al tavolo, «ha interesse a far cadere Pisapia, almeno per un pò insomma. Ma il clima è da tutti contro tutti, non ce lo nascondiamo». Il sindaco, peraltro, neanche questa volta ha partecipato all’incontro di maggioranza, come era accaduto anche dopo le polemiche sul futuro di Ecopass. Ma i partiti non fanno neanche più finta di irritarsi «nessuno ha avvertito la sua assenza come un problema, forse dovrebbe iniziare a ragionarci».
Il tutti contro tutti sta diventando un leit motif anche dentro al Pd, dove ieri si è assistito all’Opa di Stefano Boeri sul partito. All’archistar sta stretta la delega da assessore alla Cultura, ieri ha scritto una lettera agli elettori per rifondare il Pd milanese. Rilancia «un congresso straordinario» «che verifichi e rinnovi il gruppo dirigente dando spazio a chi viene dai circoli, dal lavoro sociale e dalle professioni». É «difficile accettare che il Pd oggi nella Milano governata da una giunta nuova non sia una presenza vibrante, attenta e propulsiva di idee e relazioni». «Non c’è più tempo da perdere, è inaccettabile che le donne e gli uomini che stanno a Palazzo Marino non ricevano da un grande Partito innovatore e diffuso una costante spinta a riflettere sulle proprie scelte, a migliorarsi. É triste dircelo, ma il Partito che esiste oggi a Milano sembra un piccolo mondo chiuso, parallelo e indifferente a quanto succede nel governo della città». Appello raccolto dal «rottamatore» Giuseppe Civati e duramente respinto dal segretario provinciale del Pd Roberto Cornelli: «É paradossale che il Pd debba continuamente farsi del male, ognuno pensi a fare bene il proprio lavoro». L’assessore «faccia l’assessore e pensi a tradurre le idee in azioni concrete» avverte la capogruppo Carmela Rozza.