Sindaco e giunta azzerano lo stipendio per finanziare l’asilo

Mancano i soldi per costruire l’asilo nido. Niente paura. Invece di ingrossare le fila degli amministratori locali che piangono miseria sui tagli imposti dal Governo nazionale, gli amministratori di Renate, in provincia di Milano, hanno deciso molto semplicemente di non incassare neppure un euro di emolumento. I soldi, invece che finire nelle tasche di sindaco, assessori e consiglieri, decisione piuttosto rara con i tempi che corrono, serviranno per saldare le rate del mutuo necessario per una struttura divenuta indispensabile per la collettività. Dopo che la città natale del cardinale Dionigi Tettamanzi, già in mano a una maggioranza di centro sinistra, lo scorso giugno è passata all’alleanza tra Popolo delle Libertà e Lega Nord, sindaco Antonio Gerosa.
Tanti i problemi: l’unica moschea della Brianza, il centro culturale La Pace contestato dai cittadini, il bilancio pubblico da far quadrare e quell’asilo dai propositi grandiosi. Che fare? Amministrare gratis. Un gesto che consente al comune di risparmiare 40mila euro ogni anno. «C’è sembrata la scelta più sensata e del resto – chiarisce il primo cittadino – nessuno di noi ha pensato di essere eletto con l'intenzione di percepire uno stipendio dal comune. Lo avevamo detto in campagna elettorale e abbiamo mantenuto la parola».
L’asilo nido, che sta nascendo in via Tripoli, costa un milione e 140mila euro, in un paese di seimila anime. Il centro sinistra non si è risparmiato. Trecentomila euro sono arrivati dalla provincia di Milano, centomila grazie a un privato. Per il saldo, Gerosa, i sei assessori e i dodici consiglieri comunali, con la garanzia della cifra che dovrebbero incassare, hanno ottenuto il mutuo dalla banca: «Verseremo 200mila euro in cinque anni. Per il resto, naturalmente, faremo ricorso al bilancio».