Sindaco e pizzo, il conformismo della sinistra diventa molesto

Sta diventando un po’ arrogante, questa sinistra che si è presa Milano.
L’eco delle (peraltro ingiustificate) bacchettate che si sentono
nell’aria dopo la disputa fra il sindaco Giuliano Pisapia, e il
comandante dei carabineri Sergio Pascali, ha qualcosa di molto
sgradevole

Sta diventando un po’ arrogante, questa sinistra che si è presa Milano. L’eco delle (peraltro ingiustificate) bacchettate che si sentono nell’aria dopo la disputa fra il sindaco Giuliano Pisapia, e il comandante dei carabineri Sergio Pascali, ha qualcosa di molto sgradevole. Dopo le bastonate mediatiche riservate al colonnello, che ha avuto l’ardire di difendere, al cospetto del sindaco, il lavoro delle forze dell’ordine, oggi arriva il presidente della commissione Sicurezza Mirko Mazzali - non un passante - che sul suo profilo Facebook (a proposito, non dovevano darsi una calmata?) sceglie commentare, con discutibile efficacia, la telefonata chiarificatrice fra i due, evocando un «contrordine compagni» e ironizzando su una dotazione di «amplifon» per i giornalisti.
Ora, sia chiaro, non spetta al «Giornale» difendere la «Benemerita». Basta e avanza la protezione della «Virgo Fidelis», e prima ancora la stima che l’Arma si è conquistata presso la gente, anche a Milano. In questo caso, poi, il colonnello e i suoi uomini hanno dalla loro parte il sostegno del prefetto, Gian Valerio Lombardi e del ministro dell’Interno, Roberto Maroni. Ma soprattutto il conforto dei numeri e della realtà - almeno quella che non passa attraverso la lente dell’ideologia e della propaganda. Insomma, sono in buon compagnia.
Quel che ci tocca, semmai, è rilevare la piega che sta prendendo quest’area di nuovo potere milanese. La parabola sembra ormai chiara: si è passati in pochi mesi dal fenomeno anche mediatico dell’ironia (a volte genuina, spesso greve e intollerante), a un’aria un po’ pesante, in cui il politicamente corretto domina, spalleggiata dal peggiore dei guardiani: il conformismo.